Il Collegio Giudicante presieduto da Fabrizio Lauria ha formulato l’atteso verdetto, gravido di conseguenze politiche, sulla famigerata delibera che nel luglio 2017 assegnò, non rispettando le prescrizioni normative, una parte dell’ex “Grande Albergo Miramare” all’amico del sindaco Paolo Zagarella. Sono stati tutti giudicati colpevoli gli undici imputati. A Giuseppe Falcomatà è stato inflitto un anno e quattro mesi, agli altri un anno.
La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, rappresentata da Walter Ignazitto e Nicola De Caria, aveva richiesto una pena di un anno e dieci mesi per il sindaco, un anno e otto mesi per il resto dei soggetti coinvolti: l’attuale vicesindaco metropolitano Armando Neri, i consiglieri metropolitani delegati Giuseppe Marino ed Antonino Zimbalatti, l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Giovanni Muraca (colui il quale secondo quanto emerso nel corso delle indagini, chiavi in mano, fungeva da “custode” della maestosa struttura di pregio che si affaccia sul Lungomare), gli ex assessori Patrizia Nardi, Agata Quattrone, Saverio Anghelone (attuale consigliere comunale della minoranza di centrodestra), l’ex Segretaria Generale Giovanna Acquaviva, l’ex dirigente Maria Luisa Spanò, oltre all’imprenditore Paolo Zagarella, destinatario del bene e in rapporti con il Primo Cittadino così stretti da avergli concesso l’uso gratuito, durante la campagna elettorale per le Comunali del 2014. I reati contestati erano abuso d’ufficio e falso. I magistrati hanno riconosciuto la responsabilità in ordine al primo dei due addebiti. La condanna costerà la sospensione, in base alla Legge Severino, di Falcomatà e compagnia.