Primo incontro della rassegna “What’s left?”: a sinistra emerge il bisogno di concretezza

Il pubblico in sala era una rappresentanza esatta di quella che una volta veniva definita l’“area” della sinistra

Martedì 18 febbraio, i contenuti alla fine sono usciti fuori. Il filosofo Gianfranco Cordì – durante la serata inaugurale della rassegna “What’s left?”-Cos’è la Sinistra?- presso il Circolo “Reggio Sud” di “Articolo Uno”- lo aveva detto: “Destra e sinistra possono rischiare di far la fine di quello che diceva Jean-Paul Sartre che fossero: due scatole vuote. Sta a noi questa sera metterci i contenuti. Riempire la scatola della sinistra”.

Dopo l’intervento di Sandro Vitale – presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia– che ha raccontato la “sua” sinistra, cioè i motivi che l’hanno portato nella vita a compiere quella scelta di campo, si sono succeduti numerosi interventi da parte dei presenti che alla fine hanno trovato una sintesi e una conclusione in quello di Demetrio Delfino – presidente del Consiglio Comunale. Delfino, infatti, ha cercato di raccordare e di dare un senso a tutto il dibattito facendo emergere i punti più rilevanti della discussione. Questa “scatola” che è la sinistra la si può riempire innanzitutto di concretezza. Delfino ha detto: “Quello che emerge stasera è il bisogno di concretezza, di stare sui problemi, di non perdersi in astrazioni teoriche che nulla hanno a che fare con la concreta realtà dei fatti”. Gli altri “contenuti” che, a giudizio dei presenti (il pubblico in sala era una rappresentanza esatta di quella che una volta veniva definita l’“area” della sinistra: dall’ANPI ai socialisti ai comunisti ai sindacalisti ai verdi alle “sardine”) devono essere presenti nel “contenitore” della sinistra moderna sono: un’attenzione rinnovata all’ambiente e alle sue problematiche, il principio dell’eguaglianza fra gli uomini, la critica e la riflessione obbligata sul capitalismo globale, il punto di interesse dedicato alle dinamiche del posto di lavoro e dei ritmi di lavoro, l’attenzione portata alla questione femminile, il rivendicare la storia di un passato (ovviamente prima di tutto quello marxista) che pur nelle mutate condizioni è ancora capace di fornire analisi che sono attinenti alla situazione attuale. Delfino ha sottolineato soprattutto la grande e massiccia presenza di uomini e donne alla serata – “simbolo – ha detto il presidente del Consiglio Comunale – che agli incontri virtuali oggi si può ancora sostituire un incontro reale nel quale le persone si parlano faccia a faccia e ritrovano i luoghi della socialità non mediata dalla Rete”. Infatti l’elemento forse più rilevante che è emerso in questa prima serata della rassegna organizzata da Cordì e Delfino è quello, bipolare, delle mutate condizioni della società (a causa della comunicazione, della tecnologia, della globalizzazione, della “società liquida” per citare Bauman) e nello stesso tempo l’esigenza di potersi ancora rappresentare come cittadini portatori di diritti (è stata questa la lezione dell’intervento di Sandro Vitale che si è richiamato direttamente alla “Costituzione” Italiana) che vogliono ancora provare a parlarsi, a raccontarsi le loro difficoltà, a non fermarsi al momento della diagnosi, ma a cercare anche una prognosi. “Reggio deve ritrovare questi luoghi d’incontro come quello di questa sera”, ha sottolineato Delfino e Cordì ha aggiunto: “L’analisi di cui abbiamo bisogno è un’analisi sistemica. Oggi come ci insegna Edgar Morin siamo nella complessità. Se a un operatore dei call center tu alzi lo stipendio e lo paghi come un dirigente d’azienda non per questo hai risolto i problemi del capitalismo globale. E il sistema stesso infatti che è ingiusto”. Gli organizzatori hanno dato appuntamento per martedì 25 febbraio con la seconda serata della rassegna, dal titolo “Destra e sinistra” alla presenza di personalità della destra reggina affinché il confronto sia reale e diretto.

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