“Primavera della Calabria”: “Ancora nomine nelle strutture dei consiglieri regionali, anche l’opposizione è complice”

“Nel silenzio di tutti, come se non fossimo ormai da 9 mesi in regime di prorogatio e come se non fossimo nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria, i consiglieri regionali calabresi continuano indisturbati l’infornata di nomine nelle loro strutture, a pochi mesi dal voto”. 

Si nota sconcerto e disgusto nelle parole del movimento “Primavera della Calabria” che ritiene “inaccettabile di fronte ai cittadini calabresi, in particolare di fronte a una Calabria agli ultimi posti delle classifiche per l’occupazione e di fronte ad una emergenza sociale ed economica, che, coperti da un tacito accordo di silenzio, consiglieri di maggioranza e di ‘finta’ opposizione continuino indisturbati a distribuire incarichi con relative retribuzioni, magari finalizzati ad incassarne il sostegno a stretto giro nella prossima campagna elettorale. Addirittura pare che alcune delle ultime nomine siano addirittura più o meno direttamente ricollegabili a parentele ‘chiacchierate’”.

Il gruppo sottolinea che “non è in discussione chiaramente la legittimità degli atti o l’eventuale professionalità dei singoli nominati”, ma “l’assoluta inopportunità di scelte contrarie all’etica della politica e prima ancora al buon senso e alla gravità del momento storico”. “È impressionante – rimarca il movimento – il silenzio-complice dell’opposizione che non solo non smaschera i comportamenti di questo Consiglio regionale ma, attraverso i suoi consiglieri, li emula nel peggiore dei modi. Una logica trasversale di autoconservazione che in Calabria blocca qualsiasi prospettiva di rinnovamento”.

Da qui l’invito alla discontinuità e ad un nuovo approccio alla vita politica e amministrativa: “la Calabria ha bisogno di affrontare questioni gigantesche, ma la prima resta certamente il recupero della credibilità  e dell’autorevolezza della classe politica regionale. La Calabria non ha bisogno di infornate di nomine fatte passare sotto silenzio, non ha bisogno dell’istituzione trasformata in un postificio: serve un Consiglio regionale rinnovato che si contraddistingua per etica e competenza, in grado di affrontare le sfide che attendono il Paese nei prossimi mesi”.

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