Prestigio e competenza: Bombino ascolti il richiamo della città ed offra il petto per la sua rinascita

Non è certo questo il momento per soddisfare le ambizioni di avventurieri inesperti

E’ passata in cavalleria anche la prima settimana di agosto e dalle parti del centrodestra, per tacere di ciò che accade nel mondo in subbuglio del centrosinistra, nulla continua a muoversi nell’opera, più laboriosa del previsto, tesa all’individuazione del candidato alla carica di sindaco di Reggio Calabria.

Una condizione di precarietà generale che trae origine, oltre che dalla necessità (incomprensibile) di attendere la scelta che interesserà la Regione, dalla debolezza strutturale dei diversi partiti della coalizione, tutti alle prese con “varie ed eventuali” tali da impedire la presa di coscienza delle determinazioni da assumere. Idee poche e confuse da cui, a questo punto, non può che emergere una figura “altra” non direttamente assimilabile ai desiderata di questa o quella specifica forza politica. Il dato da cui partire è elementare ed essenziale al tempo stesso: nessuno tra coloro che siederanno attorno al tavolo del centrodestra ha la forza necessaria per imporsi sugli interlocutori. Forza Italia è in pieno disfacimento e, a prescindere dall’eventuale capacità di presa sull’elettorato da parte del tandem parlamentare Cannizzaro-Siclari, da quelle parti ci si trova ad affrontare uno scoglio non indifferente: per quanta fantasia possano detenere, non emergono figure di spessore sufficiente a sobbarcarsi sulle spalle il pesantissimo fardello di gestire una città, come quella di Reggio Calabria, stremata e giunta col fiatone all’ultimo miglio della parentesi falcomatiana. Non è certo questo il momento per soddisfare le ambizioni di avventurieri inesperti, né il tempo degli esperimenti sulla pelle sfibrata del popolo che anela l’avvento di una leadership carismatica e prestigiosa. Troppi i danni generati nella coscienza collettiva attraversata drammaticamente dal virus della mediocrità inoculato dal “nientismo” profetizzato dal sindaco pro tempore. Simili, a tal proposito, le considerazioni formulabili circa la posizione di Fratelli d’Italia che, dopo aver strombazzato ai quattro venti, per voce della sua leader Giorgia Meloni, di poter “offrire” addirittura la candidatura di due big come Sandro Nicolò e Massimo Ripepi, si barcamena nel tentativo di ritrovare la verginità straziata dal coinvolgimento del primo nell’inchiesta “Libro Nero”. E’ pur vero che, proprio per le difficoltà che attendono il prossimo sindaco, il destino comune della città dovrà, pena l’estinzione dei residui progetti di rilancio, essere consegnato in mani sicure. Una affidabilità che sia figlia della stima, della credibilità, del credito professionale accumulati e da mettere sul piatto della bilancia per far pesare una serietà composta che abbiamo dimenticato esistere. Manca, dunque, lo spazio per la goffaggine e per le urla: esso è occupato per intero dalla necessità di mostrare ragionevolezza e determinazione, responsabilità e passione. Sono queste le caratteristiche proprie di personaggi che abbiano fatto della conoscenza e della preparazione le cifre stilistiche del loro agire. La Lega, da parte sua, è impegnata in questa fase storica a completare, passo dopo passo, quel radicamento sul territorio che, già nel breve-medio periodo, potrà garantire, attraverso la costruzione di una classe dirigente fidata e virtuosa, la fidelizzazione del consenso. E’ in virtù di tali circostanze che dagli ambienti illuminati e dalla pancia profonda non può che partire un appello, convinto, all’indirizzo di autorità stimate che abbiano ampiamente dimostrato, con la forza del pensiero e l’efficacia dell’azione, di tendere la mano all’ambizione di abitare una Reggio agli antipodi rispetto alle limitatezze, intellettuali ed amministrative, politiche e comportamentali sofferte durante il mandato esercitato dall’attuale Primo Cittadino. In questo momento di stallo, caratterizzato da una disordinata ed insensata girandola di nomi, l’identikit buono a condensare, tutti assieme, gli elementi distintivi in grado di fare la differenza e di rendere possibile il gigantesco salto di qualità auspicato potrebbe avere le fattezze del professor Giuseppe Bombino. Non sarebbe, di tutta evidenza, una scommessa, ma una certezza; non sarebbe un salto nel buio, ma un fascio di luce in grado di illuminare la via oscura ad oggi percorsa dalla comunità reggina. Ne sono fedelissime testimonianze gli anni trascorsi alla guida del Parco Nazionale dell’Aspromonte, un’esperienza rimasta scolpita nelle menti di chiunque e rimpianta da troppi. Da una sua eventuale disponibilità a mettersi al servizio di Reggio Calabria, tutti ne avrebbero da guadagnare: i partiti del fronte di centrodestra, che si ritroverebbero a fare “Bingo” senza nemmeno entrare nella sala scommesse; le istituzioni sociali, culturali, economiche e religiose attive sul territorio e che avrebbero nel professor Bombino un prezioso collante capace di ricostruire lo sfilacciato tessuto locale; la comunità reggina tutta che, all’uscita del lungo tunnel attraversato, non si imbatterebbe più in artifici verbali e tonitruanti proclami sul nulla, ma avrebbe sotto gli occhi la visione strategica di ciò che sarà Reggio tra vent’anni. Un radicale cambio di prospettiva per cui vale la pena che il docente universitario accolga con favore le richieste che da più parti stanno arrivando affinché sia lui, con la reputazione di cui gode, a tirare fuori dalle secche le aspirazioni comuni tuttora immobilizzate nelle sabbie mobili della grettezza.

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