Potere al Popolo si schiera: “Se la sanità pubblica funzionasse, non penseremmo alle pretese dei laboratori privati”

"Le prestazioni sanitarie pubbliche non possono essere somministrate in modo aleatorio"

“La recente sentenza del TAR Calabria – nell’analisi di Potere al Popolo Reggio Calabria – è diventata oggetto di contesa tra l’ex Commissario Scura ed i proprietari dei laboratori diagnostici privati convenzionati.

Da una parte abbiamo i decreti emanati dall’ex Commissario alla Sanità della Regione Calabria, Massimo Scura, che fissavano al ribasso un nuovo tetto massimo per la spesa delle strutture private accreditate con il Servizio Sanitario Regionale, senza prevedere nel contempo un potenziamento dei servizi sanitari pubblici.

Dall’altra parte abbiamo le pretese di chi afferma di essere il salvatore della sanità calabrese.

Se i tanti benpensanti si impegnassero un pochino per eliminare le liste d’attesa nelle strutture sanitarie pubbliche, per avere dei presidi ospedalieri civili, per utilizzare i medici di base per la medicina preventiva piuttosto che per quella farmaco-dipendente, per reclutare i 4.000 infermieri mancanti e tanti altri medici, oggi non saremmo qui a piangere sul fatto che una sentenza del TAR stabilisce che i gestori dei laboratori diagnostici privati abbiano torto nelle loro pretese”.

“Inoltre – argomentano i componenti reggini di Potere al Popolo – si parla di una sanità privata con luci e ombre dal punto di vista dell’efficienza e della qualità: le cronache di questi giorni hanno visto la chiusura di 8 laboratori privati da parte del Nuclei antisofisticazione e sanità dei Carabinieri poiché operavano senza aver le autorizzazioni necessarie.

Per Potere al Popolo, l’intero sistema deve essere ripensato perché rispetti davvero l’articolo 32 della Costituzione, secondo cui ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti’.

Le prestazioni sanitarie pubbliche non possono essere somministrate in modo aleatorio senza la certezza di poter avere l’erogazione di servizi di qualità e offerti con tempestività e il servizio pubblico dovrebbe operare senza fini di lucro, guardando solo alla missione della salute pubblica offerta alla generalità della collettività.

E per poter avere tutto questo, è indispensabile avere la certezza di operatori che esercitano le loro competenze e le loro attività nell’interesse collettivo e per il bene comune; invece i dati dicono altro: la mancata applicazione del turn-over nella sanità ha portato ad avere una cronica carenza di più di 4 mila lavoratori tra il personale infermieristico”.

“L’attuale situazione in cui versa la sanità pubblica -secondo Potere al Popolo – discende anche dalla totale mancanza di medicina preventiva, che relega l’intervento sanitario a cura di patologie già insorte e nulla fa perché tale condizione non si verifichi.

Per questo riteniamo urgente uscire dalla fase del commissariamento anche a Reggio Calabria e ripensare totalmente il sistema sanitario pubblico, che non può essere gestito solo in base agli appetiti di manager vicini a questa o quella forza politica, interessati più a gestire le casse e gli appalti per forniture e servizi ai privati, che ai bisogni dei cittadini.

In ambito regionale, la sanità pubblica di qualità deve diventare un’asse centrale della politica calabrese pianificando un sistema di rilancio degli interventi a favore della ‘salute’.

Un processo di rigenerazione democratica quindi del sistema sanitario regionale attraverso la partecipazione popolare nell’elaborazione di un efficace piano regionale, pensato insieme agli stessi soggetti portatori di interesse non contro di essi, questa dovrà essere la prima regola della missione di riportare la “salute” ai naturali destinatari”.

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