Pitaro mette le mani avanti: “Siamo in economia di guerra, necessario aumentare le risorse al Sud”

"Il Paese se non mette a valore le potenzialità del Mezzogiorno non andrà da nessuna parte"

“La ripartenza dell’Italia non significa tornare alla normalità prima dello shock infettivo che vedeva il Sud e la Calabria discriminati dagli investimenti pubblici”.

E’ quanto afferma il consigliere regionale Francesco Pitaro (Gruppo Misto) secondo cui: “La sospensione della clausola che destina al Sud il 34% della spesa ordinaria e la rimodulazione del riparto del Fondo di Sviluppo e Coesione che si leggono nel documento del Dipartimento Programmazione e Coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, se non è una fake news desta forte preoccupazione. Fanno bene alcuni parlamentari calabresi a paventare uno scippo di risorse. A febbraio – aggiunge Pitaro – il premier Conte con i ministri Provenzano e Azzolina a Gioia Tauro hanno annunciato il ‘Piano per il Sud 2030’, assicurando di voler mettere mano al disastro sociale, infrastrutturale e ambientale che strangola questa parte del Paese, al punto che hanno promesso fino al 2013 risorse per 123 miliardi. Oggi, precipitati in una sorta di economia di guerra, c’è bisogno non di sottrarre risorse al Sud, ma di aumentarle. Il Paese se non mette a valore le potenzialità del Mezzogiorno non andrà da nessuna parte, ma perché il Sud e la Calabria producano ricchezza non c’è bisogno di ricette assistenziali ma di risorse per lo sviluppo produttivo. Possibile che a Roma ci sia chi ancora voglia fare come le tre scimmiette, magari solo per favorire il sistema imprenditoriale delle aree forti?”

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