Picchia con violenza l’ex fidanzata e minaccia di ucciderla: i carabinieri arrestano stalker

Dopo quasi tre anni di fidanzamento “in casa”, aveva deciso di interrompere la propria relazione sentimentale. Non ce la faceva più una giovane donna ventenne, costretta a subire continui maltrattamenti da parte di quell’uomo, D.Q., di 8 anni più grande di lei, che, sin da subito, aveva iniziato a picchiarla, mosso da una gelosia morbosa. Gelosia ambigua, perché lo stesso individuo, dal dicembre 2016, aveva inserito in alcuni siti di incontri la sua donna, “venduta” al miglior offerente. Accortasi della cosa poiché contattata da sconosciuti che le chiedevano di incontrarla, la donna ha chiesto al suo uomo la ragioni del suo gesto e questi, in maniera incomprensibile, le riferiva che lo aveva fatto per finta e per truffare gli ignari pretendenti che magari avrebbero pagato senza “consumare”. Superata quella crisi, il rapporto era andato avanti tra altri e bassi fin quando, nel gennaio scorso, esasperata dalle continue vessazioni subite, la donna ha deciso di troncare quella relazione. Da allora D.Q., che non riusciva evidentemente ad accettare la situazione, ha iniziato a inviare alla sua ex infiniti sms o messaggi su whatsapp, tentando più volte nel corso della giornata, di chiamarla, tanto che lei era stata costretta a bloccare quel numero per non dover subire quel continuo e sistematico assillo. Per tale ragione l’uomo era passato alle vie di fatto, iniziando a perseguitare la ragazza, pedinandola e, in una circostanza, dopo averla invitata a salire sulla sua auto per parlare, l’ha colpita con schiaffi e pugni e minacciata di morte. Nonostante fosse stato avvertito che, in caso di reiterazione di questa condotta, sarebbe stato denunciato, l’uomo ha continuato a perseguitare la malcapitata, chiedendole continuamente di ritornare con lui. L’epilogo la mattina scorsa, quando D.Q., offrendosi di accompagnare la sua ex al lavoro, è riuscito a convincerla a salire sulla sua auto, promettendole che, nel corso del tragitto, non avrebbero parlato della loro relazione. Tuttavia, una volta arrivati a destinazione, l’uomo ha ripreso a parlare della loro relazione, chiedendo ripetutamente alla donna se si incontrasse con un altro ragazzo e, con una mossa fulminea, l’ha colpita violentemente con uno schiaffo, afferrando con forza il suo telefono cellulare e la sua borsa. La donna, nel tentativo di recuperare quanto sottratto, è entata nuovamente in macchina con lui e gli ha chiesto di ridarle i suoi oggetti. Lui, all’interno dell’auto, ha aperto la sua borsa e si è appropriata del suo portamonete, con all’interno circa 250 euro oltre i documenti personali. La donna era a conoscenza, già da diverso tempo, che il suo ex fidanzato voleva i suoi documenti per stipulare un contratto di finanziamento senza il suo consenso. Continuando a chiedergli i documenti ed il suo telefono e lui, per tutta risposta, ha iniziato a colpirla con violenti pugni sul viso e tirato ripetutamente i capelli, sino a quando, in preda alla follia, l’ha afferrata per la gola con tutte e due le mani tentando di strangolarla per poi prendergli la testa e sbatterla contro il cruscotto e il finestrino. Nella circostanza la donna, visto quanto stava accadendo, per paura della sua incolumità ha cercato inutilmente di scendere dall’auto, ma lui, le ha bloccato il braccio per non farla scendere. Ad un certo punto, alcuni passanti, accortisi della situazione, hanno tentato di soccorrere la ragazza ma l’uomo, messa in moto l’autovettura con lei all’interno, si è dileguato. Giunti in una località appena fuori città, D.Q. ha chiesto alla sua ex di sbloccare il telefono, ricevendo un secco rifiuto; a quel punto D.Q. ha cominciato picchiarla incessantemente con schiaffi sul viso, tirandole i capelli e prendendola per la gola. Grazie all’inervento di due passanti, attirati dalle urla della ragazza, è riuscita a scendere dall’auto mentre l’uomo, avviata la marcia del veicolo, si è dileguato. Giunta presso la Stazione dei Carabinieri di Catanzaro Santa Maria, la donna ha raccontato l’accaduto ai militari, alcuni dei quali l’hanno accompagnata al Pronto Soccorso dell’ospedale Pugliese di Catanzaro dove le sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in 21 giorni. Altri si sono posti all’immediata ricerca dell’uomo, che, dopo pochi minuti, è stato rintracciato e, trovato in possesso del telefono cellulare della ragazza e alla stessa poi restituito, dichiarato in stato di arresto per i reati di atti persecutori e rapina. All’esito dell’udienza per direttissima svolta presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti dell’uomo è stato emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, da dove non potrà allontanarsi.

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