Picche, spade, bastoni: cosa indicano i semi delle carte?

Cosa c’è di più folkloristico di un mazzo di carte? Le simpatiche tessere rettangolari sono diventate un must dell’intrattenimento sin dalla loro nascita, forse intorno al X secolo, anche se le origini delle carte non sono ancora del tutto chiare. Stiamo parlando d’altronde di oggetti economici e di facile reperibilità. Con le carte è possibile dare vita a una vasta quantità di giochi. Anche i più datati continuano ad essere praticati ai giorni nostri e in qualche raro caso riescono a portare persino allo sviluppo di qualche variante innovativa, in grado di allettare sia gli esperti sia chi è alle prime armi. A contraddistinguere le carte sono solitamente dei semi, cioè dei simboli riportati sul fronte e, nei mazzi francesi, sugli angoli.

I semi sono 4 per quasi tutti i tipi di carte esistenti. Nei mazzi francesi, nati oltre 500 anni fa e sicuramente tra i più famosi in assoluto, sono presenti cuori, quadri, fiore e picche, che caratterizzano i numeri fino al 10 e le figure, per un totale di 52 carte. Non sono presenti semi sui jolly, che si limitano ad essere rossi o neri. Si tratta di simboli molto semplici, conosciuti da tutti, che non hanno dunque un significato particolare, se non per un piccolo riferimento dei fiori e delle picche ad alcune foglie che si possono trovare sugli alberi in Germania. Qualche differenza salta comunque fuori di Paese in Paese: in Inghilterra i fiori sono considerati bastoni, le picche spade e i quadri diamanti, forse per non banalizzare troppo la figura del seme in sé per sé, nel tentativo di attribuirle un qualche significato più ricercato.

Le carte utilizzate in Spagna, in Portogallo e in Italia adoperano semi totalmente differenti. Coppe, denari, bastoni e spade, oggetti tipici dell’epoca medievale e della realtà rurale che allora andava per la maggiore. Persino il look dei personaggi raffigurati è ispirato a quello del tempo. I denari simboleggerebbero i mercanti, le coppe invece il popolo, le spade indicano i guerrieri e i bastoni rappresentano i contadini.

Questi mazzi sono composti da meno carte rispetto a quelli francesi, in quanto i numeri arrivano fino al 7, per poi lasciare spazio alle figure. Delle carte italiane, nello specifico, esistono molteplici versioni regionali: si va dalle bergamasche alle triestine, passando per quelle bolognesi e soprattutto per quelle napoletane, forse le più diffuse tra i mazzi tipici dello Stivale. I giochi realizzabili con le carte italiane sono diversi da quelli che si praticano abitualmente con le carte francesi.

Ancora oggi i giochi di carte sono fortemente radicati nella tradizione e costituiscono il passatempo principale per chi si ritrova in famiglia, soprattutto durante le feste di Natale. Negli ultimi anni, però, il gioco non è rimasto insensibile al boom della rete e così i tavoli di poker come il mondo del blackjack live sono diventati parte integrante dei palinsesti offerti dall’intrattenimento digitale. Nonostante il peso degli anni, insomma, le carte non invecchiano mai. Sebbene negli ultimi decenni siano state prodotte anche serie di carte collezionabili per giochi da tavolo specifici, i mazzi francesi continuano ad essere i più utilizzati in tutto il globo.

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