“Per l’acqua non potabile i cittadini devono essere rimborsati”

Il Codacons preannuncia che verranno promosse azioni collettive a tutela dei diritti

«La tariffa da pagare deve essere ridotta del cinquanta per cento»: così il Codacons a proposito dei problemi idrici che in questi giorni hanno imposto al sindaco di Catanzaro di vietare l’uso dell’acqua.

Per il Codacons “l’ordinanza di non potabilità, con la quale il Comune di Catanzaro ha disposto il divieto d’uso dell’acqua a fini alimentari in tutta la zona nord della città, apre ad una possibile maxi azione giudiziaria”. L’associazione chiede al sindaco Abramo di disporre in favore dei cittadini la riduzione della tariffa in misura pari al 50 per cento, come previsto dalla normativa vigente. Secondo il Codacons, inoltre, l’utente che non può usufruire dell’acqua a fini alimentari va risarcito e gli vanno rimborsati anche tutti i costi sopportati per reperire scorte di acqua da utilizzare sia per bere che per l’igiene personale ed a livello domestico. Senza considerare, poi, chi esercita una attività commerciale: bar, ristoranti , ma anche parrucchieri impossibilitati a svolgere la propria attività e per i quali s’impone un approvvigionamento anche per ragioni di emergenza sanitaria”. Per questi motivi il Codacons chiede un immediato incontro con l’Amministrazione comunale anche per ricevere chiarimenti in ordine agli interventi programmati per gestire la crisi idrica. «In caso di diniego o inerzia – conclude il Codacons – verranno promosse azioni collettive a tutela dei diritti di tutta la cittadinanza ingiustamente penalizzata dal grave disservizio».

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