Pazienti post-Covid trasferiti a Serra, Rosi tuona: “Responsabili e complici la devono pagare”

"Si rendono conto, questi signori, che sono stati messi a repentaglio il lavoro ed i sacrifici di un'intera regione"

“La vicenda dei pazienti post-Covid ricoverati in un reparto dell’ospedale di Serra San Bruno presenta – secondo Bruno Rosi – tanti lati poco chiari e parecchie domande che meritano risposte chiare, precise e veloci, e cioè:
1) la RSA di Soriano Calabro, individuata come punto di riferimento per ospitare pazienti post-Covid, è stata messa nella condizione di poter accogliere tali pazienti o l’individuazione è rimasta solo sulla carta; e se è rimasta solo sulla carta la colpa per il ritardato adeguamento dei locali dal momento dell’individuazione ad oggi di chi è?


2) Se la RSA preposta ad accogliere tali pazienti era nella condizione di ospitarli come mai non si è proceduto? Che ruolo ha giocato, se mai l’ha avuto, la politica locale e regionale in questa vicenda?
3) Prima che chi di dovere decidesse di trasferire i pazienti post-Covid in un reparto dell’ospedale di Serra San Bruno come mai nessuno ha ritenuto di avvisare, quantomeno per un obbligo morale, i Commissari Prefettizi di ciò che si stava perpetrando ai danni della comunità da loro amministrata?
4) Chi si è assunto la responsabilità di ricoverare tre pazienti post-Covid in un reparto di un ospedale non attrezzato minimamente ad affrontare una situazione come quella che purtroppo si è verificata?
5) Speriamo che non accada, ma se si dovesse tornare indietro chi pagherà i danni ad una comunità che con tanta pazienza, sacrifici e rispetto delle regole è uscita dalla ‘zona rossa’ alla quale era stata relegata?
Queste sono le domande a cui deve rispondere chi è preposto”.
“Chi ha sbagliato – tuona l’ex sindaco di Serra San Bruno – deve pagare, se sono state fatte pressioni da parte di esponenti politici (di qualsiasi colore) a tutela un territorio e a discapito di un altro, (i responsabili) devono pagare, se ci sono dirigenti regionali, Commissari Asp di Catanzaro e Vibo, funzionari ecc. ecc., che sono stati consenzienti devono pagare, e speriamo che le autorità preposte facciano piena chiarezza nel più breve tempo possibile, altrimenti varrà, come al solito, la legge del più forte”.
“Si rendono conto, questi signori, che sono stati messi a repentaglio il lavoro ed i sacrifici di un’intera regione che invece di concentrarsi sulla fase 2 deve sperare – è l’ultimo quesito che si pone Bruno Rosi – di non tornare alla fase uno, che fino ad oggi ci ha solo sfiorato?”

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