Parco delle Serre, parte il bando per 100 disoccupati: i dettagli

È finalmente arrivato il momento della pubblicazione dell’avviso pubblico per la selezione di 100 soggetti disoccupati/inoccupati da inserire in un percorso di riqualificazione professionale legato al progetto “Politiche attive a supporto dello sviluppo dell’area protetta del Parco naturale regionale delle Serre”. Un bando atteso, su cui molti avevano posto delle speranze, che per come ha spiegato il commissario Giuseppe Pellegrino punta a “formare persone da poter utilizzare in futuro” e che ha “l’obiettivo di costruire delle prospettive”. Dunque, non “un’iniziativa fine a se stessa, ma capace di fornire delle competenze e utile al Parco per essere effettivamente più attrattivo”. Non ci sarà nessuna assunzione successiva ad opera dell’Ente Parco, ma si avrà l’opportunità di sfruttare le certificazioni che saranno riconosciute.

GLI OBIETTIVI Il progetto è volto a “favorire lo sviluppo del comparto forestale, produttivo e turistico del Parco, mediante la formazione di figure professionali in grado di coniugare le conoscenze più remote con le moderne tecnologie, onde produrre beni tali da competere in un mercato sempre più globalizzato e competitivo, mantenendo invariati gli standard qualitativi, espressione delle tradizioni dell’area”.

LE FIGURE RICHIESTE Saranno formate 70 figure di “operatore per le attività relative alla silvicoltura, alla salvaguardia dell’ambiente e alla gestione di impianti, macchinari ed attrezzature” (profilo 1) e 30 figure di “operatore per la comunicazione, la promozione di servizi/prodotti da una struttura pubblica o privata e per la facilitazione di servizi telematici” (profilo 2). Il percorso formativo prevede 800 ore di cui 480 di lezioni d’aula e 320 di stage.

I REQUISITI Per partecipare alla selezione occorre essere cittadini italiani, avere la residenza in uno dei communi ricadenti nel territorio del Parco, essere disoccupati/inoccupati, essere in possesso di diploma di scuola media superiore (per il profilo 1) o di diploma di laurea triennale o superiore (per il profilo 2), non aver riportato condanne penali, non essere già impegnati in percorsi di politiche attive.

IL COMPENSO “Le 500 euro mensili che corrisponderemo – ha precisato Pellegrino – devono essere intese come un investimento in formazione”. Al termine del percorso sarà inoltre rilasciato un attestato con la certificazione delle competenze.

 

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