Otto domande a Falcomatà

Lungi dall’essere terminato, con il “licenziamento” di Angela Marcianò dalla Giunta comunale, il rovinoso conflitto tra il sindaco Giuseppe Falcomatà e l’ex assessore ai Lavori pubblici, restano tuttora in sospeso diverse domande che, in assenza di risposte, continueranno ad alimentare pesanti dubbi nell’opinione pubblica. Proviamo a dare loro forma, confidando che esse, nelle more di attacchi e contrattacchi, possano essere esaudite direttamente dal Primo Cittadino di Reggio Calabria.

1) Dando per buona la, sia pur generica, motivazione fornita per giustificare la decisione di estromettere la Marcianò, dettata dal venir meno del rapporto fiduciario, può dare ad essa contenuto concreto? Quali atti compiuti dalla docente universitaria si sono rivelati talmente rilevanti da incrinare e distruggere il rapporto fiduciario stesso?

2) La Marcianò è stata iniziata all’attività politica nell’ottobre 2014 proprio con l’ingresso, in qualità di assessore esterno, nella Giunta da lei presieduta, non appartenendo ad alcun partito della coalizione di centrosinistra e proveniendo dal mondo accademico, chiarisce quale sia stato il percorso della scelta? Nello specifico, chi, nome e cognome, le ha proposto di nominarla assessore, affidando deleghe particolarmente rilevanti?

3) Non è un mistero che, quando nell’autunno dello scorso anno, è stato impegnato in un complicato rimpasto di Giunta, lei, sindaco, coltivava la ferma volontà di escludere, già allora, Angela Marcianò dall’Esecutivo comunale. L’ipotesi originaria era quella di proporle l’assegnazione di deleghe diverse, spostandola dall’assessorato ai Lavori pubblici nella speranza che questo la portasse a tirarsi fuori autonomamente. Una richiesta che la giuslavorista non accettò, mettendola in ulteriore difficoltà. A tal punto che, sebbene fossero note già allora le frizioni (per usare un eufemismo) con la sua “acerrima nemica”, fu costretto a mantenerle l’incarico precedente e, anzi, appesantendolo di altre attribuzioni. Caso unico, visto che gli altri componenti confermati nella sua squadra furono soggetti a rotazione. E’ in grado, sindaco, di indicare le ragioni, e le persone fisiche, che l’hanno obbligata a fare una marcia indietro così imbarazzante, a maggior ragione che oggi afferma: “Non ha mai fatto squadra. Non si è mai sentita parte del nostro progetto. Si è sempre sentita un corpo estraneo alla Giunta”?

4) A proposito della “squadra” e in virtù del suo giudizio negativo sull’efficienza dell’assessorato ai Lavori pubblici, può documentare lei, sindaco, abbandonando gli infantili “registri presenze”, quali siano i risultati fin qui ottenuti da ogni singolo membro del suo Esecutivo, cosicché l’opinione pubblica, per la più parte persuasa di un’Amministrazione immobile in tutti i settori, possa farsi un’idea del rendimento fornito da ciascuno?

5) Ha raccontato che molti consiglieri hanno lamentato “l’assenza di confronto” con la Marcianò. E’ sicuro, in coscienza, che questa recriminazione da parte dei vari rappresentanti della maggioranza consiliare, non riguardi anche lei, nell’esercizio quotidiano del suo mandato? E’ sicuro di aver, lei stesso, assicurato loro, sino ad oggi, quella medesima disponibilità che sarebbe stata negata dall’ormai ex assessore?

6) Parlando con la “Gazzetta del Sud”, si è detto convinto del fatto che: “Si lavora tutti assieme per la città” puntando l’indice contro il presunto egocentrismo della Marcianò. Facendo ancora appello alla sua coscienza, si sente di dire ai reggini che analoga contestazione non sia mossa nei suoi confronti da parte di molti consiglieri e qualche assessore?

7) Aver buttato fuori da Palazzo San Giorgio Angela Marcianò contro tutto e contro tutti, conoscendo, peraltro, il consenso popolare di cui gode la professoressa dell’Università Mediterranea, è apparsa, agli occhi dei cittadini, una mossa politicamente avventata e strategicamente distruttiva. Assumendo come legittima la mossa di un sindaco che, in piena autonomia, opta per l’estromissione di un assessore, perché lei è arrivato a questa risoluzione solo dopo aver cercato, e non trovato, sponda nella maggioranza e dopo aver cercato, e non trovato (come testimonia inequivocabilmente la nota pubblica del PD riportante le parole di Lorenzo Guerini, coordinatore della Segretaria Nazionale), la copertura romana richiesta al Nazareno?

8) In conseguenza di quanto sopra, è palese che anche lei era consapevole di non avere la forza personale di procedere in solitudine. Cosa, o chi, l’ha spinta ad andare avanti, costi quel che costi?

Restiamo in fiduciosa attesa, disponibili ad ospitare le risposte che vorrà fornire il sindaco di Reggio Calabria.

Contenuti correlati

Commenta per primo

Lascia un commento