Ospedali di montagna, l’annuncio del Comitato “San Bruno”: “La proposta di legge di iniziativa popolare è stata dichiarata ammissibile”

“Il 7 agosto 2026 l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Calabria ha dichiarato, all’unanimità dei presenti, ammissibile la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione dell’Azienda ospedaliera unica regionale dei presidi ospedalieri di zona montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli”.

Il Comitato “San Bruno” accoglie con soddisfazione la notizia e ricorda i passaggi condotti per arrivare a questo risultato. “Le firme – sostiene il Comitato – sono state raccolte. La proposta è stata depositata il 15 luglio 2026, entro i termini previsti. I requisiti e le procedure sono stati verificati. La proposta è stata dichiarata ammissibile”. Il gruppo guidato da Rocco La Rizza precisa che “questo non significa che la legge sia già stata approvata” ma comunque che “è stato superato un passaggio istituzionale fondamentale e che una proposta nata dai territori e sostenuta dai cittadini ha ottenuto il riconoscimento formale necessario per proseguire il proprio percorso”.

La considerazione di fondo è che “gli ospedali delle aree montane e disagiate non possano essere valutati soltanto attraverso numeri, costi o bacini di utenza. Devono essere considerate le distanze, la conformazione geografica, i tempi necessari per raggiungere altri ospedali e soprattutto il diritto di chi ha scelto di vivere nelle aree interne ad avere accesso alla salute e all’emergenza-urgenza. Serra San Bruno, Acri, San Giovanni in Fiore e Soveria Mannelli oggi sono unite da una proposta che porta questa esigenza direttamente dentro le istituzioni regionali”.

Il Comitato “San Bruno” promette di “continuare a seguire attentamente ogni fase, chiedendo che alla dichiarazione di ammissibilità seguano gli atti necessari affinché la proposta venga realmente discussa e valutata nelle sedi competenti”.

“Gli ospedali di montagna – è la convinzione – non sono ospedali di serie B. Sono presidi essenziali per garantire uguaglianza, sicurezza e diritto alla salute a territori nei quali distanza e orografia possono fare la differenza quando ogni minuto conta. La voce delle nostre comunità è arrivata in Regione. Adesso chiediamo che venga ascoltata fino in fondo”.

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