Ospedale “San Bruno”, la carica di Barillari: “Rispetto per chi rivendica diritti, via strumentalizzazioni e tornaconti politici”

“Duole constatare che, come avevamo avuto il sentore, qualcuno sta strumentalizzando una iniziativa che per sua natura dovrebbe essere civica: la costituzione di un comitato. Una iniziativa di supporto ad una battaglia, come quella per un’adeguata sanità, che dovrebbe essere di tutti e che invece, per colpa di qualcuno, tradisce lo spirito di tanti cittadini che con speranza intendono rivendicare un giusto diritto”.

Il sindaco Alfredo Barillari intravede l’ombra delle strumentalizzazioni su una questione delicata che interesse l’intera comunità e critica chi “chiede la convocazione di un Consiglio comunale aperto dimenticando che, solo nello scorso mese di marzo, un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza, ai comitati, alle Istituzioni tutte, è stato già convocato dalla maggioranza e si è regolarmente tenuto senza che quegli stessi consiglieri partecipassero alla votazione di una mozione che invitava alla lotta comune e unitaria”.

Il primo cittadino rileva che quel civico consesso era “assente il consigliere di minoranza Vito Regio mentre il consigliere Biagio Figliucci abbandonava la seduta prima del voto su una mozione proposta dalla maggioranza che impegnava tutti i consiglieri alla tutela, alla salvaguardia e al potenziamento dei servizi esistenti nell’ospedale San Bruno, ‘riconoscendo la tutela della salute come bene supremo, rispetto al quale non ci possono essere divisioni’”.

Barillari entra nei dettagli e ricorda che “il consigliere di minoranza Regio non risulta essere assente giustificato, bensì, pur stazionando nell’aula di palazzo Chimirri, non prende parte ai lavori del Consiglio”. Insomma, “non proferisce parola su un tema di vitale importanza, tradendo il proprio ruolo istituzionale”.

Il capo dell’Esecutivo serrese rammenta poi le “tante iniziative” che hanno avuto luogo “prima e dopo quel Consiglio” e sottolinea che “lo spirito unitario è riscontrabile nell’assemblea di Aprile dei 19 sindaci dell’ambito territoriale di Serra San Bruno in cui viene costituito un gruppo di lavoro atto alla realizzazione di un documento unico da inviare al presidente della Regione e commissario della Sanità Occhiuto”.

“Il documento – puntualizza – viene inviato con la firma di tutti, toccando argomenti che trattano tutta la medicina territoriale e in particolare rivendica la realizzazione di tutti i servizi dell’ospedale di montagna. E dopo anni di annunci, qualcosa si è mosso”.

I passi i avanti compiuti riguardano “il reparto di Medicina, della Lungodegenza, l’arrivo di specialisti che prima non c’erano” e comunque “l’attenzione verso l’ospedale da parte di tutti i sindaci è rimasta costante e alta”.

Barillari è conscio che “bisogna continuare a pretendere che i servizi dell’ospedale di montagna vengano realizzati per assicurare a zone disagiate come la nostra il diritto alla salute” e che “bisogna anche tenere conto di ciò che denunciano i medici” e rimarca che “non esiste alcun documento nel quale si paventi la chiusura del nostro ospedale, come qualcuno, sempre strumentalmente, lascia credere”.

“Se così fosse – aggiunge – non c’è dubbio che come sindaci del territorio saremmo già incatenati a difesa del nosocomio”.

È chiaro, però, che “la situazione sanitaria regionale rimane drammatica” e che “il ricorso del governatore Occhiuto ai medici cubani fa capire che il problema è la carenza di personale medico”. Ribadito di voler continuare ad essere “in prima linea a tutelare il nostro ospedale, ma avendo consapevolezza del ruolo importante che ricopro per poter dialogare e, se è il caso, battere i pugni nelle sedi istituzionali”, Barillari affronta il tema dei riferimenti a interessi personali o familiari ed invita “chi ne parla ad avere il coraggio di fare nomi e cognomi in modo che tutti ed anche chi ne fosse toccato, possano fare le proprie valutazioni”. Il sindaco promette inoltre di restare “coerente all’idea che il tema sanitario va trattato senza strumentalizzazioni, in modo unitario e lontano da scopi propagandistici” e conferma che “il fulcro essenziale sarà sempre il confronto con i medici e il personale sanitario, veri protagonisti quotidiani di una sanità pubblica da salvare a tutti i costi”.

La conclusione contiene una nuova sfida: “provo rispetto e stima per tutti i cittadini che giustamente rivendicano i propri diritti, incarnando i valori del civismo. Ma attenzione a chi, sventolando ancora una volta la bandiera della sanità, non fa altro che alimentare divisioni e rabbia per un tornaconto politico”.

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