Ospedale di Serra, la Lega asfalta Luciano: “Siamo stufi degli scippi, i diritti delle persone vanno rispettati”

Nuovo intervento del Circolo della Lega di Serra San Bruno in riferimento alla vicenda legata allo spostamento degli anestesisti dall’ospedale di Serra a quello di Vibo.

“Come volevasi dimostrare – sostengono gli esponenti locali del Carroccio – ecco che puntualmente arriva l’episodio che richiede l’intervento imminente di almeno uno dei due anestesisti, secondo noi, fondamentali per un presidio ospedaliero che si rispetti, come lo è il San Bruno. È stata effettuata un’intubazione per sospetta infezione da Covid-19, con imminente trasferimento del paziente presso l’hub di Catanzaro (poi deceduto per complicanze). Non più di 10 giorni fa, un altro intervento salvavita è stato compiuto sempre dallo stesso anestesista su un paziente con un edema polmonare acuto, accompagnato da uno dei suoi figli, in quanto l’unica ambulanza disponibile era occupata in altro servizio”. Questi i fatti ripercorso dal partito di Matteo Salvini, che biasima le recenti dichiarazioni del consigliere Stefano Luciano, capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale del capoluogo, secondo cui, “gli anestesisti dovevano stare a Vibo perché lì c’è la rianimazione e l’unica unità coronarica della provincia”. Dichiarazioni evidentemente non gradite dai leghisti che “da semplici cittadini, non come uomini di partito”, pongono degli interrogativi: “chi dovrebbe servire 30.000 persone che risiedono nel territorio montano? A cosa serve un presidio ospedaliero senza un rianimatore o un anestesista o tantomeno una seconda ambulanza?”. Domande da cui scaturisce la considerazione secondo cui Luciano “farebbe bene ad informarsi bene e approfondire le conoscenze del nostro territorio, sempre al centro di angherie e scippi dovuti ai ‘politicanti’ che ci hanno rappresentato, siano essi di sinistra, centro e destra”. Ad avviso della Lega, “Serra San Bruno era il fiore all’occhiello della vecchia provincia di Catanzaro, una splendida cittadina che faceva capo a tutti i paesi limitrofi, con tanti servizi annessi, oramai cancellati da una classe politica inadeguata, volta al potere e prostrata alle vecchie logiche e dinamiche politiche”. Quindi, “i proclami e gli slogan sono aria fritta, adesso c’è bisogno di fatti, e alla luce degli ultimi eventi è opportuno che tutte le forze sane del territorio, dai movimenti alle associazioni fino ai partiti politici convergano nella stessa direzione”. “È facile presentarsi ai cittadini nel momento del bisogno ‘elettorale’ – riflette ancora la Lega – se vogliamo che la politica sia ‘buona’ occorre che rispetti e promuova i diritti fondamentali della persona umana. Quando ciò non accade, la politica tradisce la sua stessa funzione e rischia di essere mera ricerca del potere ad ogni costo, come citato dal nostro Papa Francesco”. Analizzando la situazione territoriale, gli esponenti leghisti rilevano che “la nostra continua ad essere la provincia delle mille attese, delle promesse puntualmente non mantenute e delle classifiche dove continua ad indossare la solita maglia nera. Tutto questo è la conseguenza di anni di abbandono, di silenzi, di una disoccupazione infinita, di un precariato che negli ultimi anni ha devastato lo spirito e i sogni di intere famiglie e di una Sanità allo sbando. Oggi – sottolineano – la politica si trova di fronte ad un bivio, o cambia e ritorna ad essere una cosa seria che parla meno e concretizza di più, e nella quale i cittadini ritornino a riporre la propria fiducia oppure è veramente finita. Possedere una tessera di partito senza dar voce al popolo che chiede di essere ascoltato, non ha senso”. Ne discendono i propositi per il futuro: “Noi vogliamo essere presenti sul territorio, ma non come spettatori ma come protagonisti. E per questo che ci rivolgiamo alla presidente della Giunta della Regione Calabria, a tutti i consiglieri regionali della Lega e di tutte le forze politiche, al commissario dell’Asp di Vibo Valentia, dottor Giuliano, affinché incomincino a dare risposte al nostro territorio, in modo particolare oggi che stiamo affrontando un’emergenza storica. Chiediamo di dare la giusta attenzione al nostro presidio, con l’apporto di nuovo personale, Dpi, attrezzature e a rendere funzionali le tende Pre-Triage all’esterno del nosocomio, che in presenza di contagio sono vitali. Proponiamo inoltre l’attivazione di un numero dedicato alle emergenze Covid-19 del nostro territorio montano, eviterebbe spostamenti avventati e assembramenti nel Pronto soccorso stesso. Fiduciosi nelle istituzioni – concludono i leghisti – rimaniamo vigili e pronti ad azioni eclatanti per difendere la nostra comunità, sperando in un passo avanti e non due indietro”.

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