Orgoglio e passione civile: i saluti di fine mandato di Demetrio Delfino

"Hho anche avuto il privilegio di entrare a far parte di una ‘famiglia"

Demetrio Delfino

“Pochi giorni ci separano al termine del mio mandato da Presidente del consiglio comunale. È consuetudine, giunti alla fine di un percorso tirare le somme, un bilancio di quanto fatto in questi anni. Io, però, ho sempre pensato che il ‘vero’ bilancio sarà tracciato da ogni singolo cittadino di Reggio, riconfermando o no la propria fiducia in coloro che ha scelto come suoi rappresentati. Un giudizio che, tra pochi giorni, saremo tutti chiamati ad esprimere e lì, solo in quel momento sapremo se avremo fatto bene il nostro lavoro”. Con l’umiltà, che è il suo tratto distintivo, Demetrio Delfino si accomiata da un incarico istituzionale iniziato e concluso sotto il segno, più unico che raro, di un consenso trasversale.


“Ma nell’attesa di questo momento che, per me, rappresenta la massima espressione di democrazia, vorrei tracciare – avvia il suo pacato ragionamento il massimo rappresentante del Civico Consesso – il mio personale bilancio, sull’esperienza da Presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria. Un onore che mi è stato concesso con voto unanime ormai sei anni fa. Un incarico che non ho preso alla leggera e che ho provato ad onorare nel migliore dei modi.
Quella del Presidente è una posizione difficile da rivestire, per chi fa politica, perché deve essere ‘super partes’ e riuscire a gestire la ‘cosa pubblica’ in modo imparziale e tenere un atteggiamento positivo allo scopo di far funzionare concretamente le istituzioni. Ho cercato di lavorare a testa bassa, con dedizione e impegno.
Quello che volevo e, che spero di essere riuscito a fare, era quello di sganciare la figura del Presidente, da semplice arbitro all’interno dell’assise comunale, e di far diventare l’ufficio di presidenza come un luogo dove ‘tutti’ potessero sentirsi accolti e, soprattutto, ascoltati.
Il Comune di Reggio Calabria era reduce da quello che potremmo definire il ‘medioevo’ della democrazia. Gli anni bui del commissariamento avevano significativamente provato, non solo la città, ma il cuore delle istituzioni”.
“Per questo – rivela Demetrio Delfino – era mio preciso obiettivo, come quello dell’intero Consiglio, cambiare le cose e far nascere una nuova cultura e visione sulla gestione della res pubblica. Far sentire alla città che le istituzioni c’erano e che erano pronte ad ascoltarli.
Siamo riusciti, in questi anni a far capire che le porte del Comune come quelle dell’ufficio di Presidenza erano aperte, disposti ad ascoltare ogni rimostranza, lamentela, richiesta di aiuto e proposta. In linea con questo principio di apertura, trasparenza e condivisione, vorrei ricordare l’istituzione del Consiglio comunale aperto, grazie al quale i cittadini hanno potuto prendere parte attiva alla gestione della res pubblica, con le loro istanze e richieste.
Non soddisfatti, siamo riusciti a portare il Consiglio comunale nelle piazze, all’interno dei quartieri in mezzo alla gente per cercare di coinvolgere il più alto numero di persone nella gestione della città. Un’abitudine che, spero, si riuscirà a mantenere negli anni.
Come mi auguro sarà mantenuto il Consiglio comunale dei ragazzi. Veder popolare l’aula consiliare di giovani approcciarsi con così tanta attenzione ed impegno alla politica ed alla ‘gestione’ di piccoli e grandi problemi con tanta serietà da far sfigurare noi adulti, mi ha fatto capire quanto fosse importante quello che stavamo facendo. Far interessare le giovani generazioni alla politica ed alle questioni della propria città è, forse, la gratificazione più alta che avrei mai potuto sperare.
In questi mesi che hanno visto il mondo interno fermarsi, l’Amministrazione comunale non poteva fermarsi e abbiamo sperimentato il Consiglio comunale on line in video conferenza. Una innovazione che da tempo era entrata a far parte del nuovo corso di Palazzo San Giorgio che ha snellito e velocizzato le comunicazioni introducendo strumenti come le Pec.
Con un notevole risparmio in termini economici, di tempo, carta, benzina ecc. Inoltre, la tecnologia con dirette streaming e webcam, ha permesso all’amministrazione di tener fede ad una promessa fatta ad inizio mandato. Quella di garantire sempre la partecipazione e la trasparenza delle azioni.
Il nuovo regolamento del Consiglio comunale (il vecchio era targato 1956) e delle Commissioni sarà il testo che gli amministratori useranno da qui in avanti”.
“Queste – rivendica con legittimo orgoglio il presidente del Consiglio comunale – sono solo alcune delle cose che abbiamo fatto, certo potrebbero sembrare irrisorie ma rappresentano un grande cambiamento. Sappiamo tutti che non è mai abbastanza e che si può sempre migliorare e fare sempre di più.
In veste di Presidente del consiglio comunale di una città che amo profondamente e per la quale ho lavorato e continuerò a lavorare perché migliori sempre di più, spero di essere stato all’altezza di questo compito. Prima di congedarmi e perdonatemi se sono stato prolisso, non vorrei che questo messaggio sia un ‘semplice’ elenco delle cose fatte, perché a ricevere tanto sono stato anche io.
In questi anni non ho solo ‘gestito’ un ufficio ho anche avuto il privilegio di entrare a far parte di una ‘famiglia’ che mi ha supportato e sostenuto in tutte le mie scelte. Le rivoluzioni, piccole o grandi che siano, non sarebbero efficaci se a sostenerle non ci fosse il capitale umano di cui questa amministrazione è ricca. È quel segno più che fa la differenza che c’è ma non si vede e che, spesso, diamo per scontato. Ma di scontato non c’è nulla. Per questo -prometto di concludere- vorrei ringraziare il Sindaco, la giunta, i consiglieri ed i dipendenti tutti per il lavoro svolto in questi anni al mio fianco al fine di portare a termine quanto ci eravamo prefissati di realizzare, ed in fine, vorrei ringraziare in modo particolare l’ufficio di presidenza e l’ufficio di consiglio dove, la professionalità e l’umanità spiccano su tutto. Grazie per questi anni straordinari ed intensi che non dimenticherò”.

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