Operazione “Libro Nero”: arrestato il consigliere regionale Sandro Nicolò

I Libri avrebbero saputo elaborare raffinate strategie finalizzate a consentire l'elezione di soggetti che potessero agire quali loro preposti

Emergono, nel corso dei minuti ulteriori dettagli sull’indagine “Libro Nero” che stamane ha terremotato Reggio e la Calabria.

Nella prospettiva di un maggiore ed efficace sviluppo dei propri interessi criminali, la cosca Libri, oltre ad essere perfettamente in grado di interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, sarebbe stata allo stesso tempo capace di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di soggetti compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell’ambito di un rapporto basato sul do ut des, destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma il sistema ‘ndranghetistico nel suo complesso. I Libri avrebbero saputo elaborare raffinate strategie finalizzate a consentire l’elezione di soggetti che potessero agire quali loro preposti negli organismi istituzionali. Invero, l’ascesa politica fino al Consiglio Regionale di Sandro Nicolò, di Fratelli d’Italia, soggetto politico reggino, sarebbe stata costantemente supportata, fin dagli inizi, dalla cosca Libri. L’attività di indagine ha fornito, secondo gli investigatori, importanti elementi sulla centralità del ruolo esercitato dalla cosca in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del novembre 2014. In quella tornata elettorale, la consorteria avrebbe convogliato parte del proprio cospicuo bacino di preferenze elettorali, in cambio di favori, verso lo stesso Nicolò.

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