Operazione “Aristeo”: false dichiarazioni per avere contributi per l’agricoltura, sequestri per 300.000 euro

Dalle prime ore di stamattina, su disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, sono in corso diverse perquisizioni e sequestri nell’ambito dell’operazione denominata “Aristeo” eseguite dal Nucleo Carabinieri Cites di Reggio Calabria e dalle Stazioni Carabinieri Forestale di Melito Porto Salvo, Brancaleone, San Roberto, Reggio Calabria e Bagaladi (Reparto Parco Aspromonte) nei territori della fascia jonica reggina ricompresa tra Melito Porto Salvo ed Africo.

Le operazioni, che vedono impegnati 30 Carabinieri Forestali del Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare (Cutfaa), hanno permesso di individuare e sottoporre alla misura cautelare del sequestro preventivo per equivalente di conti correnti (bancari e postali), beni mobili ed immobili, finalizzato alla confisca, della somma complessiva di 300.000 euro nei confronti di alcuni soggetti, imprenditori del settore agricolo/zootecnico, i quali, in concorso tra loro, mediante artifici e raggiri consistiti nel presentare domanda all’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per l’ammissione a beneficiare delle agevolazioni ed aiuti comunitari previsti ex Reg CE 73/2009 per gli anni 2014-2015-2016-2017, avrebbero attestato falsamente di essere proprietari e/o avere in concessione superfici agricole/pascolabili, nonché, taluni di loro, produrre falsi contratti di affitto di terreni ammissibili ai fini dell’attivazione dei titoli necessari per l’erogazione delle somme richieste. Tali condotte avrebbero indotto in errore l’Agea che ha disposto nei loro confronti gli accreditamenti non dovuti, originando un ingiusto profitto derivato dall’erogazione dei predetti contributi da parte dell’Ente pubblico preposto.
L’operazione odierna fa seguito ad una complessa attività di indagine diretta dal sostituto procuratore Marco Lojodice e coordinata dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, finalizzata, preliminarmente, all’acquisizione ed all’analisi dettagliata della documentazione presentata presso i Caa (Centri assistenza agricola) per l’indebita percezione dei contributi comunitari e, successivamente, all’analisi dei conti correnti sui quali venivano accreditati i contributi comunitari individuati.
Le indagini, tuttora in corso, mirano a vagliare le responsabilità penali di altri soggetti direttamente/indirettamente a vario titolo coinvolti, corresponsabili degli illeciti emersi durante le indagini condotte dal Nucleo Carabinieri Cites di Reggio Calabria.

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