Onoranze funebri, gli strali del dimissionario Caliò: “Politica calabrese fatta di ripicche e colpi di coda”

“Nella vita non si finisce mai di imparare, e dare fiducia diventa sempre qualcosa che si ritorce contro”.

Amare parole quelle del presidente Cosfit Rocco Caliò, ad avviso del quale “per l’ennesima volta la politica calabrese si dimostra per quello che è realmente, giochi di palazzo, favori e mischiate di carte”, poiché “dopo l’approvazione del testo sulle discipline funebri, votato nel Consiglio del 19 novembre” il consigliere “Nucera con un colpo di coda e col suo fare grintoso, si è presentato a correggere un testo inviato al coordinamento formale e votato all unanimità con tutti gli emendamenti previsti, proponendo un emendamento scritto lì per lì a penna, in cui millantava un refuso da correggere, ma tutto era quel, ‘non’ tolto, parolina magica, ma non di certo un refuso come lo ha fatto passare lui, e con il disorientamento e l’appoggio del relatore e del proponente il cosiddetto refuso passa giudicato e approvato”. “Così – sostiene Caliò – Nucera, orgoglioso del suo colpo di coda, stravolge il senso di un intero testo. Mi preme evidenziare che i refusi sono errori che non possono stravolgere il testo altrimenti sono illegittimi. Ma, dopo il teatrino del Consiglio, dopo essersi presi i ringraziamenti delle imprese, hanno giocato la carta del favorire un certo ‘stile’ di impresa. Mi auguro che le autorità competenti un giorno capiscano cosa si è creato”. “A poche settimane della chiusura del Consiglio – aggiunge – lo stesso presidente Irto, il quale ha ricevuto sulla sua pec decine e decine di manifestazioni d’insoddisfazione per quando avvenuto, si è rifiutato di provvedere a rettificare il tutto”. Le imprese “rammaricate da questo gesto compiuto dopo l’approvazione di un testo all’unanimità”, hanno esternato pubblicamente la propria “insoddisfazione” parlando di “ennesima sconfitta per la Calabria”. “Colgo l’occasione – sottolinea Caliò – per dimettermi pubblicamente dal mio ruolo di portavoce regionale delle Onoranze funebri Cosfit, poiché dopo quattro anni di lotte, battaglie, manifestazioni, cortei, incontri, mi rendo conto che questa terra non andrà mai avanti. Lottare sì, sempre, ma con i muri è tempo perso. Questa terra con questa forma di politichese è una terra finita. L’illegalità ha sempre la meglio.Ringrazio le imprese tutte che mi hanno sostenuto e che mi sostengono tutt’ora, ringrazio quanti premono affinché rimanga a lottare con loro ma dopo questa esperienza le mie dimissioni sono d’obbligo, non mi sento più di entrare in quel Palazzo che tutto ascolta tranne il popolo onesto. 

Mi preme ringraziare i politici di maggioranza che credevano in qualcosa di serio, e soprattutto i politici di minoranza o della pseudomaggioranza che con la loro presenza hanno fatto in modo che il testo andasse avanti, se non ci fosse stato quest’ultimo colpo di coda reggino forse questo Consiglio ne sarebbe uscito con dignità dopo la figura pessima e ridicola dell’abrogazione del 29 aprile 2019 a 9 giorni da una sentenza sulla Costituzionalità della legge n. 22/18.

Auspico che il mio settore e i miei colleghi portino avanti questa missione con la dignità e col rispetto che impone la delicatezza del nostro servizio. Alla politica dico bisogna che bisogna crescere perché ad oggi abbiamo solo assistito alle ripicche e al nascondino che solo bambini dell’asilo sono legittimati ad avere e a fare”.

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