Omicidio di ‘ndrangheta in Calabria: gli investigatori ora temono possibili reazioni

Gli inquirenti stanno prendendo in considerazione l’ipotesi che il delicato equilibrio su cui si sono rette negli ultimi anni le dinamiche criminali fra i clan della ‘ndrangheta reggina sia andato in frantumi. L’assassinio, nella serata di giovedì, a Gallico, popolosa frazione dell’area nord della città, sarebbe la testimonianza di questa novità nello scenario della criminalità organizzata in riva allo Stretto. Il 53enne Pasquale Chindemi, infatti, era considerato soggetto appartenente al clan Araniti, legato alla cosca Condello. In servizio presso l’Azienda Trasporti per l’Area Metropolitana (Atam), si ritiene fosse un semplice gregario e, proprio alla luce di tale convincimento, gli investigatori sono impegnati in queste ore a decifrare cosa ci sia di nascosto dietro il delitto. Il pericolo scorto dai Carabinieri è rappresentato dalla circostanza che l’omicidio scateni ora una spirale di sangue. Due i sicari che hanno sorpreso la vittima intenta a camminare. Il decesso dell’uomo, raggiunto da due proiettili, è stato immediato.

 

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