Margini per frasi retoriche, nelle condizioni in cui l’Amministrazione Cannizzaro ha trovato Reggio Calabria, non hanno spazio vitale. Ad avere diritto di cittadinanza è solo l’azione, quella di cui non si è avuta traccia per dodici anni. E il sindaco, non per niente, coglie al volo tutte le occasioni per rimarcare che tutti i miglioramenti perseguiti sono raggiungibili esclusivamente con il “gioco di squadra”. Quello vero, quello in cui, con intelligenza, tutti sono chiamati a rispettare le prescrizioni derivanti dai ruoli assegnati: con responsabilità e rispetto per il proprio lavoro e il benessere della comunità. Il Primo Cittadino lo ha rimarcato ancora una volta stamane, dando il via, in mezzo al sudore nobile e alle mani preziose degli operai, al programma “Obiettivo Decoro”. Un obiettivo cancellato per due mandati e ora finalmente diventato prioritario. “Da stamattina – ha informato tramite un reel Francesco Cannizzaro – parte un nuovo programma che abbiamo inteso denominare “Obiettivo Decoro” che punta a ripristinare la normalità. In via del tutto sperimentale partiamo dal Viale Calabria, da Sbarre, dalla zona sud della città. Prevede contestualmente sfalcio dell’erba, spazzamento, disinfestazione, raccolta dei rifiuti. Un modello che se funzionerà, e ritengo di sì, nei prossimi giorni sarà esteso al resto della città”.
“Al contempo – ha reso noto il sindaco – abbiamo attivato un programma di interventi per rimuovere i cosiddetti “gallinai”, in gergo tecnico gli sprofondamenti che, oltre ad essere brutti, sono pericolosi. In quindici giorni ne vogliamo rimuovere almeno cento, l’obiettivo è rimuoverli tutti, da Bocale a Catona”. Si gettano così le fondamenta per risollevare la città, cominciando, come una felice abitudine a lungo persa sulla sponda calabrese dello Stretto, da quei servizi basilari che ne denunciano lo stato di civiltà sociale. E il Primo Cittadino, ringraziando le maestranze all’opera, ha dimostrato, una volta di più, che ci troviamo tutti, con talenti diversi, su una barca, la stessa per tutti. Il Capitano non comanda, indica la rotta. Per raggiungere le sponde sicure dell’ordine e dell’armonia, la sollecitazione entusiasta è quella che invita a non mollare la presa dai remi: uno sforzo collettivo per far uscire Reggio Calabria dalle secche della negligenza istituzionale.