Non ti curar di loro, ma guarda e continua a fare bene alla città

Delitto di leso orgoglio: o il “colonizzatore” si limita a poetizzare quanto è bellameravigliosaincantevole Reggio Calabria o una parte degli indigeni s’incazza e pretende dallo “straniero” di rientrare negli spazi che gli erano stati concessi per elogio ricevuto.

E’ questa la morale ricavata leggendo l’insopportabile piagnisteo social che si sta facendo largo in queste ore seguite all’intervista rilasciata da Angela Robusti, compagna di Pippo Inzaghi, al Corriere della Sera. Probabile che molti non abbiano nemmeno letto le sue riflessioni e si siano limitati, in questa zozza epoca sporcata dalla superficialità e dal vittimismo di popolo, ad orecchiare qualche parola qua e là. Non essendo un’azione particolarmente complessa, sarebbe appena il caso, per una volta, di aprire la porta all’informazione consapevole in modo da poter capire e, nel caso, interpretare, sebbene in questa circostanza particolare è tutto talmente chiaro che, davvero, appare difficile capire cosa ci potrebbe mai essere di ambiguo nelle parole pronunciate dalla influencer rispondendo alle domande della giornalista del Corsera. Dopo aver spiegato che l’idea di coinvolgere gli studenti in una lodevole iniziativa volta a ripulire due zone della città, una in pieno centro, l’altra in un quartiere simbolo del degrado (sì, degrado, vergognosamente schifoso, peraltro) dominante in riva allo Stretto, è venuta fuori a causa del forte stridore tra la bellezza naturale dinanzi gli occhi e la sciatteria collettiva, la compagna dell’allenatore della Reggina è scesa nel dettaglio fotografando l’esistente: “Qui in centro, che dovrebbe essere il posto migliore, i marciapiedi sono sconnessi, non esistono rampe, ci sono buche da 30 centimetri, le radici degli alberi sbucano trasformando le strade in un meraviglioso museo a cielo aperto, poco comodo per chi come me gira con il figlio nel passeggino, per non dire di chi si muove in carrozzina. E poi la spazzatura, mozziconi, cartacce, plastica”. Di grazia, ci illuminino i difensori dell’ortodossia reggina, possibilmente mettendo un freno al provinciale bisbiglio “anch’io ho fatto qualcosa per la mia città, gne gne gne, ma nessuno ne ha parlato, gne gne gne”, quale sillaba del virgolettato di cui sopra non corrisponde al tetro vero in cui siamo affondati? Ha poi raccontato la genesi casuale della concretizzazione dell’evento, non tralasciando, come aveva già fatto intuire lo stesso venerdì scorso, di evidenziare le resistenze che ha incontrato in parte del corpo docente delle due scuole protagoniste e, addirittura, dei genitori. Anche a questo proposito, alzi la mano chi può dire, in piena coscienza, che non sia questa una delle peculiarità del comportamento collettivo dei reggini: rallentare il prossimo, stroncarne l’entusiasmo, minarne la voglia di fare. Se la realtà fosse diversa, non ci ritroveremmo con un’Amministrazione di debosciati, se così non fosse pretenderemmo dai medesimi debosciati il dovuto, reclameremmo il sacrosanto diritto di essere governati da persone virtuose. Al contrario, il barbuto caporale facente funzioni dei debosciati non perde occasione per accedere gratuitamente alla Tribuna VIP dello stadio, ma si guarda bene dal lasciarsi toccare dalla pulizia, in tutti i sensi, di una manifestazione di civiltà che, vivaddio, anche privati reggini puristi doc talvolta organizzano, mettendo pezze alle mancanze pubbliche, ma questo non li autorizza a coltivare una livida stizza per la visibilità mediatica accumulata da un personaggio pubblico. Senza dimenticare, inoltre, che questi stessi privati reggini puristi doc, a volte persino capaci di associarsi ed unire forze e dedizione, nel loro piccolo chiedono, e ottengono meritatamente, di pubblicizzare il loro operato; senza dimenticare che quel pensiero di “Lady Inzaghi” ( vicinissima al parto della secondogenita) non si sarebbe potuto realizzare senza le braccia ed il cuore dei tanti studenti (reggini puristi doc) dell’Istituto Tecnico “Piria” e del Liceo Scientifico “Da Vinci” senza dimenticare che, a differenza di quanto accade ai privati reggini puristi doc, Angela Robusti è in transito da queste parti. Facciamo in modo che questa permanenza provvisoria le lasci addosso solo sensazioni positive e non tracce di miserie sociali.

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