No, non accettiamo le vostre scuse: ripulite in silenzio la città

Come se fossero centralinisti di un ufficio relazioni con il pubblico

Come se fossero centralinisti di un ufficio relazioni con il pubblico, peraltro tra i meno efficienti, visti gli sconci tempi di reazione. Così travestiti si sono presentati ai reggini sindaco e assessore all’Ambiente per aggiornare, dalla pagina Facebook di Giuseppe Falcomatà, principale canale di comunicazione dell’Amministrazione comunale di Palazzo San Giorgio, in merito alla situazione rifiuti. Un tentativo di mimetizzazione, ahinoi, mal riuscito, ma che ha concesso l’ennesima puntata della fiction in onda su quegli schermi dall’ottobre del 2014 e dal titolo “Non è colpa nostra”. E’ così che l’inquilino municipale, in questo caso affiancato dalla spalla Paolo Brunetti, si è di nuovo presentato al cospetto degli attoniti spettatori, già storditi dal fetore impazzante in città, con l’unico obiettivo di scansare qualsiasi forma di responsabilità in merito all’ignobile condizione di inesistente igiene imperversante per le vie di Reggio.

Perché siete voi, sfortunati abitanti di queste lande, ad essere ingenuamente diffidenti: loro, al contrario sono premurosi e lo sono al punto che, da attenti padri di famiglia, raccolgono le segnalazioni che giungono dal popolo furente e, nientedimeno, leggono perfino gli articoli pubblicati sulle testate giornalistiche (cartacee e on line, poiché desiderano informarsi in maniera completa). Dunque, non temete: sono ben a conoscenza del fatto che Reggio Calabria è un porcile, da nord a sud, dal mare alla collina. Magari pensavate non lo sapessero e questa novità non può far altro che tranquillizzarvi e permettere un avvicinamento sereno e gioioso al periodo natalizio. Anche perché, provate per un attimo a mettervi nei loro panni: tra Covid-19 ed urgenze sanitarie (sulle quali sfugge ai più quali siano le gravose responsabilità in capo al sindaco, figuriamoci al titolare della delega all’Ambiente) come avrebbero potuto occuparsi anche del mondezzaio dietro l’uscio di casa? Non si capisce, dunque, quale sia il motivo per cui il Comune debba chiedere scusa se, come ripetutamente rimarcato “Non siamo direttamente responsabili”. Quando nel proprio comportamento non sono ravvisabili elementi di colpevolezza, giammai si leveranno parole a difesa di inesistenti omissioni. Non è stata questa la circostanza. Con tono paternalistico, un classico dei petulanti imbevuti di superbia, il duo di fronte allo schermo ha spiegato alla popolazione che, purtroppo i “rifiuti sono tanti” (perché se ne accorgessero hanno avuto necessità di attendere mesi, mesi e mesi di accumulo). Di conseguenza, quand’anche avessero trovato la soluzione tampone, non pensate nemmeno per un attimo di potervi liberare rapidamente della topaia nella quale vi stanno obbligando a sopravvivere. Serve tempo, almeno un mese, poi ne riparliamo. E sarà un bel riparlare, tenuto conto che Falcomatà e Brunetti hanno scoperto, con appena sei anni di ritardo, di essere in possesso anche di competenze che conferiscono loro il potere di esercitare una seria e capillare azione di controllo del territorio. Sì, pare che a ciò, per esempio, sia adibito, e non da ora, il Corpo della Polizia Municipale. Una ovvietà per tanti, ma non per sindaco e assessore all’Ambiente che, sfoggiandola come fosse una novella sensazionale, hanno promesso “tolleranza zero”. Signori, “una volta che si pulisce, poi bisogna mantenere pulito”. Esatto, e allora provvedete a farlo ogni minuto di ogni giorno, dato che, se ancora non vi fosse ben chiaro, è vostro specifico obbligo rendere vivibile questo luogo e non a partire da un ipotetico domani, ma da un tristemente radicato ieri.

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