Nessuna lista si presenta a San Luca: lo Stato e la politica sempre più distanti dalla Calabria

Il Comune di San Luca

“Lo Stato e le Istituzioni ci sono, qui a San Luca, e ovunque. Non ci sono territori in cui lo Stato rinunci a esserci e a combattere una battaglia di legalità contro la ‘ndrangheta”. Parlava così qualche settimana addietro il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi a margine dell’inaugurazione del campo di calcio nel paese aspromontano. È, invece, lo Stato e la politica, nonostante la presenza di circoli di partito che spesso preferiscono le dichiarazioni alle azioni, sembrano davvero lontani da un paese in cui la democrazia fatica ad affermarsi.
L’11 giugno, infatti, a San Luca non sarà eletto nessun sindaco, perché nessuno ha messo in piedi una lista. Non andò troppo diversamente nel 2015, quando all’appuntamento elettorale – successivo all’ennesimo scioglimento del Consiglio comunale dovuto alle infiltrazioni della ‘ndrangheta – si presentò solo la lista “Liberi di ricominciare”, che non riuscì a raggiungere il quorum richiesto.
Così, San Luca continuerà ad essere conosciuto più per i fatti connessi alla criminalità organizzata che per le storie narrate da Corrado Alvaro. Canovaccio questo che, a furia di ripetersi, sta convincendo la comunità che un futuro diverso, negli abbandonati angoli della Calabria, non sia possibile.

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