Neonata morta soffocata: mamma assolta per “incapacità di intendere e di volere”

È stata considerata “incapace di intendere e volere” e, per questa ragione, assolta, la donna che era imputata nel processo scaturito dal decesso della figlia, di appena sette mesi, avvenuto il 20 febbraio dello scorso anno all’interno di una casa ubicata in Piazza Kennedy,  a Cosenza. La piccola fu soffocata dalla mamma con un cuscino. Il rappresentante della pubblica accusa si era espresso in aula per una condanna ad otto anni di reclusione. Una richiesta che non è stata accolta dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale del capoluogo bruzio, Giuseppe Greco. Secondo le valutazioni del perito incaricato dal giudice, G.L., biologa di 38 anni, soffriva di una grave forma depressiva scatenatasi nel periodo successivo al parto.

 

 

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