Nemmeno dall’alto di una ruota panoramica potrete innalzarvi dalla vostra vuota inconsistenza

C'è chi pensa e dice e scrive, sprezzante del ridicolo, che questa sarà un'attrattiva capace di incrementare il turismo

Eravamo dalle parti della Mesopotamia, nel quinto millennio prima della nascita di Cristo, e sicuramente gli sguardi dei Sumeri autori dell’invenzione della ruota saranno stati meno colmi di stupefatta meraviglia rispetto a quelli che si sono posati sul quella panoramica inaugurata nel tardo pomeriggio di venerdì sul lungomare di Reggio Calabria.

La presenza di sindaco e vicesindaco, presidente della Reggina e consigliere delegato al Turismo, immortalati nella loro infinita felicità, ha dato il tocco che mancava per rendere, a tutti gli effetti, l’evento simile ad una una sagra paesana. Giubilo e lodi si sono levati alti per festeggiare i primi giri della struttura che sarà ospitata per qualche settimana al centro della città e, imbarazzante anche solo a riportarlo, c’è chi pensa e dice e scrive, sprezzante del ridicolo, che questa sarà un’attrattiva capace di incrementare il turismo a Reggio Calabria. Località poco più popolose di un borgo hanno ospitato, al pari della città dello Stretto, una tale “meraviglia” che, magari, farà stropicciare, approfittando di un animo più nobile e sensibile rispetto al nostro, gli occhi anche ai marziani, ma in nessuno di questi ameni luoghi qualcuno ha avuto l’ardire di prodursi nell’incontenibile sguaiataggine con cui è stata accolta ciò che, in buona sostanza, non è nient’altro se non una giostra. Ripensando all’ironia con cui, nel passato prossimo (che, tuttavia, oggi appare talmente remoto da essere confuso con quella stessa preistoria segnata dall’invenzione della ruota) taluni commentavano la visione della “Reggio Città Turistica” che avrebbe dovuto bearsi dell’avveniristico Waterfront progettato dalla compianta archistar Zaha Hadid, viene da sorridere con tenerezza alle magnificenze cantate ai piedi della ruota panoramica, peraltro gestita da un privato. La novità piombata dall’altro mondo, quella abitata da eterni Peter Pan di cui qualche esimio rappresentante, per un lustro ha giocato a fare il grigio amministratore pubblico, ha comunque avuto già un merito innegabile: quando, tra qualche mese o giù di lì, il sindaco ed i suoi pochissimi seguaci sopravvissuti al sussulto di coscienza e dignità, si allontaneranno tra frizzi e lazzi, dalle stanze di Palazzo San Giorgio, sapremo dove trovarli, a baloccarsi su qualche giostrina per esorcizzare il male fatto alla città.

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