Nella Giornata della Memoria, La Strada firma la petizione per la legge che punisce la propaganda di fascismo e nazismo

Stamani, una piccola delegazione della Strada si è recata al Comune di Reggio Calabria per firmare la petizione per la legge di iniziativa popolare promossa dal Comune di Sant’Anna di Stazzema e alla quale aderiscono tutti i Comuni italiani, volta a punire la propaganda di fascismo e nazismo. “Una proposta di legge – rimarca La Strada – importante, per cui si rivolge l’invito a tutta la cittadinanza a firmare”. Successivamente, il gruppo si è spostato nella via cittadina che ricorda la presenza della Giudecca, il quartiere giudaico di Reggio. L’antichissima eredità ebraica della città, risalente al mito di Aschenez, per cui Reggio è nota come città “nata dal diluvio” (urbs a diluvio condita), è stata barbaramente offesa da un decreto reale del Cinquecento, nella temperie storica in cui le comunità ebraiche venivano scacciate dai possedimenti spagnoli. Via Giudecca è il segno delle radici profonde che legano la città al popolo ebraico così come a tutte le genti del Mediterraneo. “La memoria di questa antica origine – sostiene il Movimento civico reggino – deve essere resa, oggi come non mai, presente e viva, perché, pur sotto forme e modalità diverse, l’odio non smette di avvelenare le nostre vite. Dentro il dolore della Shoah, è vivo e presente il dolore di tutti i popoli massacrati, impoveriti, respinti. Di fronte a questo ‘spalancato dolore’, non possiamo che metterci sulla strada, in cammino verso l’umanità messa ai margini dall’ingiustizia sociale, dal pregiudizio, dal razzismo. Di fronte a tutto questo, La Strada è sempre e per sempre dalla stessa parte.


Siamo sempre e per sempre convinti che ‘è una ben povera memoria’, come affermava Lewis Carroll, ‘quella che funziona solo all’indietro’. La memoria è dotata infatti di un potere immenso, è una freccia rivolta al futuro e al rinnovamento, radicale e profondo, della condizione umana. Non possiamo limitarci a guardare alla memoria come trauma, come rimozione, come ripetizione dell’errore, senza via d’uscita”. “Uscire dal circolo vizioso della ripetizione richiede – a giudizio dei rappresentanti de La Strada – non solo la pratica costante dell’imperativo negativo del ‘non dimenticare’, ma anche l’impegno a segnare lo scarto, la differenza, il cambiamento, a fare della coscienza dolorosa del trauma uno spiraglio verso la salvezza, del ‘mai più’ una via verso il ‘non ancora’. Quel futuro in cui, insieme a tutti gli umiliati e offesi della Terra, si cade sette volte per rialzarsi otto.

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