Nel PD vibonese volano gli stracci, Mirabello all’assalto di De Nisi: “Ecco tutte le sue bugie ridicole”

Michele Mirabello, Enzo Insardà e Bruno Censore

“Francesco De Nisi, che non passerà certo alla storia per la sua eloquenza, stavolta ha sprecato una grande occasione per continuare nel suo ormai proverbiale mutismo, iniziando ad abbaiare alla luna”. Nella violente diatriba scatenatasi all’interno del Partito Democratico calabrese, un ruolo di primo piano spetta ai protagonisti vibonesi che, alla luce dello scenario rivoluzionato dalla mancata riconferma di Bruno Censore alla Camera dei Deputati, hanno dato vita ad una serie, probabilmente destinata a durare a lungo, di botta e risposta senza esclusione di colpi.
“Che egli abbia avuto praticamente tutto dal Partito Democratico, che gli ha tributato candidature, incarichi ed onori ben oltre i suoi meriti, è noto a tutti”, secondo il consigliere regionale di stratta osservanza “censoriana”.
“Che gli sia stato anche praticato qualche ‘sconto’ politico quando ha abbandonato l’ente che ha amministrato lasciandolo in una condizione di dissesto che ancora i cittadini vibonesi stanno pagando è – rincara la dose l’esponente PD – altrettanto noto alle cronache politiche ed a tutti gli osservatori che in buona fede seguono la politica nel nostro territorio.
Dopo avere addebitato tutte le disavventure politiche che lo hanno interessato, a partire dalla mancata elezione al Consiglio regionale, per tacere di tutte le ripetute e sistematiche sconfitte a primarie e congressi di federazione che ha accumulato, non ai propri (evidenti) limiti, ma all’orco cattivo che lo vessava ingiustamente, oggi ha pensato bene di prendere altre strade politiche per consumare una sua vendetta tutta personale.
E proprio a proposito di tesseramenti farlocchi, farebbe bene a spiegare come fa il PD nel suo Comune ad avere 470 tesserati ed a prendere poi alle Politiche 407 preferenze.
Fin qui la storia” che, tuttavia, meriterebbe ulteriori approfondimenti in virtù delle gravissime accuse circostanziate mosse da Mirabello che, peraltro, non si ferma certo qui.
“Il tema – incalza il rappresentante della maggioranza di Palazzo  Campanella – è che Francesco de Nisi, che si è fortunatamente autolescluso, e su cui pende una procedura interna al PD che attiene all’etica dell’appartenenza ad una comunità con regole, non può raccontare balle spudoratamente.
Purtroppo per lui (e per noi) De Nisi è iscritto al PD.
Almeno così attesta il segretario del suo circolo con email inviata alla federazione il giorno 5 ottobre 2017 ore 18.07, che lo include nell’elenco insieme a tutta la sua claque.
Ad essere ridicole dunque sono le difese in soliloquio e le bugie raccontate come fossero grandi verità”.
“Infine, a De Nisi che si lancia in gratuiti insulti immaginando grandi preoccupazioni per una sua eventuale ricandidatura alle prossime Regionali, rispondiamo – lo sfida Mirabello – che abbiamo smesso di preoccuparci della sua (in)consistenza politica già alle scorse regionali e che quindi questo tema è ampiamente sopravanzato da fatti ed eventi.
È piuttosto lui a doversi rasserenare e a dover fare un esame con la sua coscienza utilizzando come unico parametro quello della serietà”.

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