‘Ndrangheta. Sequestrati beni per 1 milione di euro al genero di un boss

Personale della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha sequestrato un patrimonio pari ad un milione di euro e riconducibile, sostengono gli inquirenti, al 45enne Claudio Scardamaglia, genero di Pasquale Giampà, soprannominato “tranganiello” ed assassinato nel settembre di venticinque anni fa. Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, che ha accolto favorevolmente l’istanza avanzata da Nicola Gratteri, capo della locale Direzione distrettuale antimafia. Con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso, Scardamaglia era finito in manette nel maggio di due addietro nell’ambito dell’inchiesta denominata “Andromeda”, condotta contro  la cosca lametina Iannazzo. Nel mirino, suo e di Pietro Iannazzo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Dia catanzarese, un imprenditore che stava realizzando un supermercato. Nel mese di febbraio gli è stata inflitta una condanna ad undici anni di carcere. L’elenco dei beni oggetto del sequestro comprende la ditta individuale Claudio Scardamaglia, che opera nel comparto dell’edilizia, le quote societarie di ulteriori aziende, diversi rapporti finanziari, beni mobili ed immobili.

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