Militari della Guardia di Finanza hanno posto sotto sequestro e confiscato un patrimonio, il cui valore complessivo sfiora i cinque milioni di euro. Destinatario del provvedimento Maurizio Tripodi, considerato uno dei capi del clan Sia-Tripodi-Procopio attivo nel territorio della provincia di Catanzaro che si affaccia sullo Jonio e legato alla cosca Vallelunga, con base a Serra San Bruno, nel Vibonese. La misura giudiziaria, che ha interessato cinque appezzamenti di terreno a Davoli, Satriano e Soverato, tre edifici, due complessi aziendali, altrettanti autoveicoli e quote societarie, è stata eseguita su disposizione della seconda Sezione del Tribunale di Catanzaro che ha accolto l’istanza avanzata dalla locale Procura della Repubblica. Sottoposto al regime della sorveglianza speciale, Tripodi finì in manette nel contesto dell’indagine “Showdown”. Gli è stata inflitta, al termine del processo di primo grado e di quello d’Appello, una condanna ad un anno di reclusione, perché riconosciuto colpevole del reato di associazione mafiosa. E’ stato poi condannato a 20 anni di carcere in relazione all’assassinio di Giuseppe Todaro, sparito otto anni addietro a Soverato. Omicidio che gli investigatori hanno inserito nello scenario sanguinoso della faida dei boschi.
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