‘Ndrangheta, condannato il collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso

Gli è stata inflitta una pena a 4 anni e 6 mesi di reclusione

Quattro anni e sei mesi di reclusione: è questa la sentenza di condanna emessa dal Giudice dell’udienza preliminare distrettuale di Catanzaro a carico di Emanuele Mancuso, che tredici mesi fa ha saltato il fosso decidendo di collaborare con i magistrati.

Mai nell’egemone clan della ‘ndrangheta di Limbadi un suo esponente aveva compiuto una mossa simile. E’ stato riconosciuto colpevole del reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, detenzione illegale di armi, furto aggravato in una gioielleria (nell’occasione il bottino ammontò ad un valore pari a centomila euro), spari in luogo pubblico. Il processo, che è stato celebrato con rito abbreviato, si è concluso con l’assoluzione del 35enne Massimo Vita, della frazione Vena Superiore, a Vibo Valentia, cui era contestato il lancio di una bomba carta, con finalità estorsive, all’interno del giardino di un imprenditore. Le altre persone coinvolte nell’inchiesta “Nemea”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, si sono orientati verso il rito ordinario e siedono attualmente sul banco degli imputati nel dibattimento processuale che si sta tenendo davanti al Tribunale di Vibo Valentia.

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