‘Ndrangheta. Carcere duro per presunto boss del Vibonese

Lo aveva richiesto la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dal Ministero della Giustizia è arriva la decisione: il 38enne Domenico Bonavota, dovrà sottoporsi al regime del carcere duro. Considerato personaggio di spicco dell’omonima cosca, si trova al momento nella prigione di Parma. Suo padre è Vincenzo Bonavota, il boss già deceduto che a Sant’Onofrio avrebbe fondato il gruppo criminale che s’impose nella feroce guerra con i Petrolo-Matina. E’ accusato di estorsione: vittima della sua condotta illecita sarebbe stata la cooperativa Talitha Kumi. Risponde, inoltre, del reato di concorso nell’assassinio di Domenico Leo, ammazzato a Sant’Onofrio il 12 luglio di tre anni fa.

 

 

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