Natura e sapori, il “Serreinfestival” esalta le specialità della Calabria

Natura, benessere, ristorazione. Sono tre le parole chiave della manifestazione che ha allietato la prima serata del “Serreinfestival”. Nel piazzale della “Cascina del monastero”, a brevissima distanza dalla Certosa, le erbe e le esultanze floreali dei boschi di Serra San Bruno e i prodotti tipici locali hanno conquistato una platea meravigliata da uno spettacolo che ha appagato i sensi. La combinazione di colori, odori e sapori ha infatti suscitato l’interesse dei presenti che hanno potuto degustare sorprendenti specialità.

A guidare il pubblico nel “viaggio” nei piaceri naturali, intervallato dalle musiche dal vivo di “Enzu du Pizzu”, è stata Nansy Rachiele che ha precisato che il Festival è stato rivisitato per via delle limitazioni imposte dal Covid e ha dialogato con il rappresentante del Gal “Terre vibonesi” Vittorio Corigliano. Quest’ultimo ha espresso soddisfazione per gli obiettivi della rassegna specificando che anche il Gal punta a “valorizzare il territorio e le particolarità enogastronomiche”.

L’esperto botanico Carmen Gangale si è concentrata sull’esigenza di “ritrovare gli equilibri” e ha rilevato che “il rinnovamento delle risorse vegetali ha tempi lunghi”.

Dopo aver illustrato alcune specie autoctone, ha ricordato che “ci sono 2.500 pinate vascolari nella flora spontanea calabrese che costituiscono un patrimonio da scoprire e tramandare”.

Raffaele Calabrese (azienda “Serfunghi”) ha ripercorso le fasi della lavorazione del fungo (analisi, pulizia, bollitura) mettendo in mostra squisiti e ricercati prodotti. Altrettanta passione è stata profusa da Fiorindo Franco, che ha illustrato prodotti dolciari sviluppati grazie ad una intrigante tradizione familiare, facendo anche materialmente vedere la preparazione degli ‘nzulli.

L’elaborazione di ricette con funghi, sambuco e ortiche è stata possibile grazie alla maestria dello chef Domenico Origlia (presidente dell’associazione cuochi della provincia di Catanzaro) che, supportato dal patron-cuoco Cosimo Borello, ha fatto percepire l’importanza dell’aspetto visivo e olfattivo, oltre che del gusto.

Le conclusioni sono state affidate al presidente dell’associazione “Condivisioni” Bruno Censore ha ribadito che “lo scopo del Serreinfestival è di rappresentare la Calabria autentica con le sue bellezze e le sue straordinarie risorse umane” rimarcando che “il festival è una favola, un racconto che offre conoscenze e saperi”.

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