Nardodipace, Loielo rilancia le accuse a Demasi: “Troppa ipocrisia, farebbe bene a tacere”

“La replica del sindaco di Nardodipace Antonio Demasi all’articolo relativo ai disservizi scolastici a causa della neve apparso sui quotidiani a seguito del comunicato stampa sottoscritto da me e dal capogruppo di minoranza in Consiglio comunale Piero Tassone non ha né capo e né coda”.

Il responsabile del movimento “Uniti per Nardodipace” Romano Loielo non perde tempo e controreplica precisando che “esordire evidenziando che il Consiglio comunale da me presieduto in qualità di sindaco – di cui peraltro egli stesso faceva parte, seppur in seno alla minoranza – è stato sciolto per due volte per le cosiddette ‘infiltrazioni mafiose’ non appare in alcun modo pertinente alla questione di rilevante importanza, invece, trattata dall’articolo”.

Loielo ricorda che “subire lo scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 143 del Tuel non equivale ad essere dichiarato mafioso, circostanza che va invece acclarata in sede penale con apposita sentenza definitiva, e chi conosce me e i miei ex consiglieri comunali è ben cosciente che siamo tutti distanti anni luce dagli ambienti mafiosi”.

L’ex sindaco entra nei dettagli e sostiene che “la procedura di scioglimento opera difatti esclusivamente nell’ambito amministrativo e, come a tutti noto, è molto discutibile sotto il profilo squisitamente democratico” e rammenta che “l’elemento principale e fondamentale dello scioglimento del Consiglio comunale da me guidato è stata la presenza, in qualità di consigliere ed assessore con la carica di vicesindaco, di Romolo Tassone, persona su cui peraltro, ancora oggi, sono pronto a mettere la mano sul fuoco per la sua irreprensibile condotta, principalmente in qualità di amministratore comunale, e sulla sua indiscutibile distanza dagli ambienti criminali”. Loielo sottolinea che la contestazione “fondava la propria portata sul fatto che il padre è stato ritenuto giudizialmente appartenere ad ambienti controindicati, ragion per cui il Consiglio comunale di Nardodipace è stato quindi sciolto. Vane sono state le nostre opposizioni relative al fatto che Romolo Tassone viveva già all’epoca una vita propria, con una famiglia propria ed era soprattutto privo di qualsivoglia pregiudizio di natura mafiosa o criminale”.

Loielo accusa Demasi di “ipocrisia” e rileva che “l’esordio politico di Romolo Tassone veniva registrato in occasione delle elezioni comunali di Nardodipace del 1997, allorquando lo stesso era candidato nella lista guidata proprio dal nostro paladino della legalità Antonio Demasi! Le elezioni venivano allora vinte dalla lista di Antonio Demasi e Romolo Tassone veniva eletto, quindi, consigliere comunale di maggioranza. Nella lista di maggioranza capeggiata da Demasi figurava, peraltro, anche un suo stretto parente, nominato subito anche assessore comunale”. Loielo descrive tutti i particolari e afferma che “Romolo Tassone, inoltre, nel corso di quello stesso mandato elettorale veniva eletto dal Gruppo di maggioranza del Consiglio comunale di Nardodipace guidato da Antonio Demasi quale rappresentante del Consiglio della Comunità Montana delle Serre Calabre, ove veniva poi nominato anche assessore”. L’esponente dell’Udc prosegue nel suo racconto affondando ulteriori colpi ed invita la controparte a “evitare ogni minima parola”.

Tornando alla questione scolastica, Loielo si dichiara “ampiamente rammaricato di non aver preso parte a quella ‘pseudo manifestazione’ organizzata, secondo Demasi, nel cortile della scuola di Nardodipace ‘con la premeditazione di oltraggiare la figura del sindaco’ e ritiene che “oramai il sindaco di Nardodipace abbia perso ogni contatto con la vita reale di Nardodipace e, essenzialmente, sui limiti del proprio mandato”. 

Poi lancia una serie di interrogativi: “Ma cosa vorrebbe denunciare il sindaco Demasi alla Procura della Repubblica, forse il reato di lesa maestà? È forse diventata un’azione criminale protestare per la sicurezza dei propri figli, dei propri alunni e della propria vita? Ma di quale retorica propagandistica parla il sindaco Demasi? A quale incompetenza del primo cittadino egli si riferisce? Si rende conto di essere, tra l’altro, Autorità locale di Protezione Civile? Si rende conto che il maltempo di ieri avrebbe richiesto la chiusura del plesso scolastico quanto meno nel pomeriggio per evitare il rischio di incidenti stradali sia per gli insegnanti che dovevano fare rientro a casa che per gli alunni che dovevano essere accompagnati in autobus nelle frazioni?”. Loielo asserisce che non c’è “nessuna retorica e nessuna propaganda e, soprattutto, nessuna pseudo manifestazione” perché “quanto accaduto ieri è stata solo la spontanea e plateale reazione dei cittadini, dei genitori, i quali sono oramai stufi dell’insopportabile indifferenza dell’Amministrazione comunale di Nardodipace nei riguardi delle vere esigenze della intera collettività”. Infine, si rivolge alla controparte sentenziando che “il silenzio risulta essere la scelta migliore e tu, anche in questo caso, come sempre hai perso un’occasione d’oro”.

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