Nardodipace, il sindaco sbotta: “Famiglia di Cassari usata da una mente pervertita che sparge veleno”

Questo personaggio in cerca di autore non sa di che parla

Di seguito il testo integrale della lettera scritta dal sindaco di Nardodipace, Antonio Demasi, in risposta alla missiva trasmessa dalla famiglia Franzè, di Cassari di Nardodipace, pubblicata nel pomeriggio (qui la lettura)

Egregio Sig. Franzè,
mi permetta di esprimerLe la mia solidarietà per i problemi sanitari legati alla vicenda epidemica del Coronavirus che ha investito Lei e la Sua famiglia, oltre che il mondo intero e che solo una mente mefistofelica, pervertita, piena di rancore, oltre che schizofrenica, potrebbe partorire.

Ma lei non c’entra; Lei, da quanto mi è dato capire, è stato soltanto usato strumentalmente e dovrebbe sentirsi offeso. Qualcuno ha preso un rotolo di carta poco igienica e con un fare da irresponsabile ha tentato di spargere veleno, come al solito, seminando odio, promettendo vendette: basterebbe leggere in modo non molto velato i messaggi nei confronti delle Forze dell’Ordine a cui va tutto il nostro riconoscimento per la grande mole di lavoro, insieme agli Agenti di Polizia Locale, l’Associazione di Protezione Civile che hanno permesso finora di tenere lontano il rischio di una pandemia anche nelle nostre contrade.
Questo personaggio in cerca di autore non sa di che parla, si arrampica agli specchi. Che vuol dire “Noi colpiti da Coronavirus, abbandonati e trattati da untori”. Si vuole dire che non bisognava fare i tamponi, non bisognava osservare i protocolli sanitari e comportamentali? Non bisognava attrezzarsi per la sanificazione di tutti i luoghi pubblici, negozi compresi.
Grazie, infine, ai cittadini che hanno mantenuto un comportamento nella maggior parte dei casi ammirevole, con grande senso di responsabilità. Per il resto si tratta di comportamenti abbominevoli ed ognuno di noi si presenta con la propria carta di identità.
La saluto cordialmente e non permetta che per fini meschini, politicamente meschini, venga infangata la storia di Sergio.

Antonio Demasi

Sindaco

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