Minniti analizza i motivi della sconfitta: “C’è stata una rottura sentimentale tra il Pd e il Paese”

“C’è stata una rottura sentimentale col Paese. Mentre eravamo impegnati in un processo di ricostruzione, non abbiamo trasmesso il senso di un Paese che doveva cambiare. Tutto questo ha lasciato vuoto il campo del cambiamento”. È uno dei passaggi salienti del ragionamento operato dal ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso dell’intervista rilasciata al giornalista de “La Stampa” Fabio Martini.
“Non abbiamo fatto i conti – ha spiegato Minniti – con due sentimenti forti nelle moderne democrazie: da una parte la rabbia degli esclusi (i giovani e non solo loro), dall’altra la paura di ceti importanti della società. Sentimenti che abbiamo visto crescere e che una forza riformista, senza assecondarli, deve saper interpretare: superando la rabbia e liberando dalla paura”.
L’esponente democratico ha inoltre ricordato che “Gramsci, quando parlava di partiti politici, diceva che un partito è un programma, è un progetto ed è anche passione organizzata. Forse ci è mancata passione organizzata”.
Andando alla ricerca degli altri motivi della sconfitta elettorale, Minniti ha poi affermato che “negli ultimi anni si è messa troppa polvere sotto il tappeto, ma la storia ad un certo punto presenta il conto. L’unità è un elemento importante nella vita di qualsiasi partito. Ma unità è un mezzo per raggiungere degli obiettivi, non un fine in sé. Se per restare uniti, sacrifichiamo qualsiasi analisi, entriamo in una melassa confusa che non serve a nessuno e non serve capire cosa è accaduto”.

Contenuti correlati

Commenta per primo

Lascia un commento