Minnella (Fiamma) ha chiesto ad Occhiuto di andare a San Lorenzo: “per capire le condizioni di inciviltà che non rendono più possibile la vita quotidiana”

“Nel corso della giornata odierna, in nome e per conto del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, che ho avuto l’onore di rappresentare alle ultime elezioni amministrative al Comune di San Lorenzo, ho inviato una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Onorevole Roberto Occhiuto, per illustrare le situazioni di criticità in cui oggi vive la nostra comunità laurentina, invitando il presidente sul territorio affinché prenda coscienza della situazione in essere e, nel segno del cambiamento promesso in campagna elettorale, possa in prima persona prendere e/o sollecitare immediate misure di intervento a beneficio della collettività. A darne informazione è Giuseppe Minnella, Portavoce provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore e già candidato a sindaco di San Lorenzo per la Fiamma Tricolore.
“Tutto ciò – spiega il massimo rappresentante locale del partito – nel segno della continuità dell’impegno del sottoscritto e della Fiamma Tricolore verso San Lorenzo e i suoi abitanti.

Di seguito il testo della lettera aperta inviata:

Egregio Presidente On. Roberto Occhiuto,

nel congratularmi con Lei per la prestigiosa affermazione avuta alle ultime consultazioni regionali vorrei porre alla Sua attenzione una situazione che rappresenta un unicum in negativo persino in Calabria e già questo basta per immaginare di quale contesto di gravità stiamo parlando in una regione in cui le emergenze sono all’ordine del giorno e intasano l’agenda politico/amministrativa.
Sono certo che i problemi che le verranno quotidianamente presentati meritano tutti attenzione e rappresentano delle situazioni su cui intervenire tempestivamente ma questa che voglio porre oggi in evidenza è tra le più gravi in assoluto. Vengo perciò al dunque:
Il cittadino di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria, soffre da oltre 30 anni la sete: no non è il problema comune che possiamo riscontrare in tantissimi centri della nostra regione. A San Lorenzo, luogo meraviglioso che va dal mare Jonio fino all’alta montagna, patria di ben due Santi e primo comune affrancatosi dal dominio borbonico, insistono tutti i problemi già presenti in Calabria ma moltiplicati per “X” volte. A San Pantaleo, una frazione del comune laurentino, ad esempio, lo scorso mese di agosto l’acqua è stata presente nelle case per 2 ore! No, attenzione, non 2 ore al giorno ma DUE ORE per tutto il mese.
Tutto ciò accade alle pendici dell’Aspromonte, una montagna grondante acqua, in cui un comune a 800 metri d’altezza, che potrebbe quindi avere l’acqua per “caduta” ed in abbondanza è costretto invece alla sete più totale.
Le espongo questo problema in quanto io sono stato candidato a sindaco alle ultime elezioni amministrative e ho potuto tastare con mano il disagio e i problemi vissuti dalla gente oltre che la sfiducia TOTALE nelle istituzioni di ogni ordine e grado. Elezioni che tra l’altro sono state annullate dalla prefettura per l’ineleggibilità del candidato poi risultato vincente con una percentuale schiacciante. A me però questo non interessa, non guardo i numeri ma voglio professare quella politica e quella amministrazione che, a prescindere dai risultati elettorali, si vuole spendere per la gente in modo disinteressato solo ed esclusivamente per lasciare ai nostri figli un futuro migliore.
E allora, caro Presidente, se veramente vuole da subito dimostrare di essere diverso dai suoi predecessori, se vuole realmente dimostrare da subito un cambio di passo e che una buona politica e una buona amministrazione sono possibili anche in Calabria, venga a San Lorenzo al più presto, ad ascoltare i bisogni della gente, a vedere come è costretta a vivere, morbosamente attaccata alle proprie origini e alla propria terra e dia un segno tangibile di cambiamento.
Quello di cui oggi San Lorenzo ha bisogno per tornare a vivere è semplicemente una condotta che porti l’acqua da quella montagna che abbiamo alle spalle e una strada decente che colleghi il mare all’Aspromonte producendo così una ricaduta positiva su tutti i comuni del comprensorio.
Lo chiedo a Lei perché il Comune non può farlo.
Oggi l’ente, commissariato e già in dissesto da 5 anni, non possiede risorse, personale, mezzi: proprio nulla in quanto simbolo di quella politica che noi vogliamo scardinare. A San Lorenzo nel 2020 ha votato il 28% degli aventi diritto, quest’anno nonostante le Comunali non si è andati oltre il 38% e avrebbero votato ancora meno se non fosse che molti hanno ricevuto la preferenza dei parenti e degli amici che altrimenti si sarebbero ben guardati da esercitare il diritto di voto in una terra in cui la politica “gode” del massimo grado di disprezzo.

Caro Presidente, venga ad esercitare tra la gente le sue funzioni, ascolti questa gente per capire che tali condizioni di inciviltà non rendono più possibile la vita quotidiana: risolvendo questi problemi darà così un segno importante facendo ripartire da San Lorenzo una speranza per tutti i calabresi dimostrando che una politica diversa è possibile!

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