Mileto, il Rosario via streaming diventa motivo di scontro tra la Diocesi e la Fondazione di Natuzza

Non ci sono tregue nelle scontro tra la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” e la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

Ad innescare la polemica stavolta è stato il Rosario che avrebbe dovuto essere recitato e condivido in live streaming e che ha ricevuto lo stop del vescovo Luigi Renzo.

Con una nota il presidente della Fondazione Pasquale Anastasi ha spiegato che il blocco sarebbe dovuto ad un fraintendimento in quanto il vescovo ha “vietato tale atto di pietà popolare e preghiera ricordando che sono vietati gli assembramenti”.

Aspetto che, in realtà, è assolutamente marginale e del tutto aggiuntivo (la trasmissione via streaming non è motivo di assembramenti) rispetto alle precisazioni di monsignor Renzo, secondo il quale il decreto di revoca dello statuto comporta il divieto per la fondazione di “organizzare pubbliche attività di ‘religione e culto’ di qualsiasi natura, dentro e fuori la propria sede, di utilizzare per qualsiasi attività di pastorale e culto pubblico la chiesa del ‘Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime’ non ancora consacrata”.

Dunque, è di ben altro tenore la missiva della Diocesi che specifica che “per attività di culto pubblico e di pastorale non si intende solo la celebrazione della Santa Messa ma tutto ciò che riguarda la preghiera, mediante la quale si supplica Dio affinché i fedeli siano santificati nella verità, come pure con le opere di penitenza e carità”.

Senza necessità di interpretazioni il passaggio successivo: “spetta agli ordinari dei luoghi provvedere che le preghiere e i pii e sacri esercizi del popolo cristiano siano pienamente conformi alle norme della chiesa”.

Anche la conclusione non ammette repliche poiché puntualizza che la predisposizione di azioni liturgiche in contrasto con il Decreto vescovile “è un atto di grave disobbedienza con possibili sanzioni canoniche”.

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