Mileto e il Giro d’Italia: il giorno dopo

*di Salvatore Fortunato Giordano – Mileto si è comportata più che bene. La partenza della 5^ tappa del Giro è stata l’occasione per mettere alla prova una Comunità desiderosa di dimostrare al mondo intero le sue capacità organizzative e comportamentali. 

Sono davvero soddisfatto di come sono andate le cose. 

Organizzare una tappa del Giro d’Italia era una scommessa, una prova a rischio, che avrebbe potuto determinare una sconfitta.

Invece, Mileto tutta ne esce con un’immagine rinforzata, con una carica sociale che servirà per il futuro. 

Mileto Rosa: una pagina di storia scritta, che  verrà raccontata ai posteri, attraverso le migliaia di immagini fotografate e videoriprese dai tanti presenti, che racchiuderemo in un album da riguardare all’occorrenza. 

Avere avuto come ospiti campioni come Moser, il Direttore del Giro, Mauro Vegni, il Direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli, il Maestro Gerardo Sacco, e poi nelle precedenti manifestazioni collaterali,  il Direttore Tecnico della Nazionale di ciclismo Cassani, oltre alle tante autorità civili e religiose,  persone importanti ma allo stesso tempo semplici, è stato un onore e un orgoglio per la nostra comunità.

Loro hanno trovato una Città in festa, appassionata di sport e di ciclismo, volenterosa di uscire dalla palude, con le famiglie con i tanti bambini allegri, coinvolte e piene di entusiasmo.

Porteranno nel loro cuore immagini di allegria e spensieratezza, immagini  incoraggianti, nella consapevolezza che nonostante il Covid il ciclismo, ma soprattutto l’umanità che regna in questo ambito, serve per avere un’Italia migliore, espressione non solo della nostra fiera calabresità, ma anche italianità. 

E’ stato bello!

La carovana, il villaggio, i tecnici, i ciclisti, le forze di polizia, i volontari della protezione civile , gli artisti, i tirocinanti, i lavoratori del reddito di cittadinanza, le ditte, gli operai e dipendenti  comunali, i collaboratori, i vigili,  la stampa, le Tv,  i media, i curiosi,  tutti uniti ad aiutare un progetto, fatto di impegno e di passione, cogliendo lo spirito di rivalsa di una Comunità che mira al progresso. 

I Cittadini: bravi, ordinati, rispettosi delle opere messe in cantiere per l’occasione e delle regole anti  Covid,  partecipativi, entusiasti, allegri; una cornice indelebile. 

Gli Amministratori, pronti a cooperare. 

E poi  Mimmo e lo Sporting, che dire: abbiamo colto nello sguardo del Patron e del suo entourage, quella voglia di dimostrare di essere dalla parte giusta, di chi vuole bene al proprio territorio,  di  voler sprigionare le proprie, molte, energie  per  elevare il livello della nostra gente. 

Passione, grinta, tenacia, capacità, forza, organizzazione, voglia di cambiare le cose,  di migliorarle, di coinvolgere le migliori energie, di  realizzare qualcosa di  “storico” non fine a se stesso, ma con ritorno positivo per tutti. 

Quello che un’amministrazione pubblica deve fare: assecondare, favorire, accompagnare, consentire la partecipazione, non ostacolare, collaborare, indirizzare , dialogare : quello cha abbiamo fatto Noi! 

Ne è venuta fuori una sinergia impressionante, a tratti  stridente, ma vera, indirizzata al bene comune. 

E poi Don Mimmo e il Maranathà, altro elemento prezioso di questa cornice. 

E allora possiamo davvero salutare il Giro con fierezza e con la certezza di aver fatto le cose per bene: meglio di così non si poteva! 

Un evento che rimarrà in Noi e nei Nostri figli, quale esempio che l’impegno e l’abnegazione servono per migliorarci.  

Grazie a tutti!

*Sindaco di Mileto

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