Mileto, bocciato il ricorso al Tar: Giordano rimane in carica

L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano, rimane in sella. A decretarlo è il pronunciamento del Tar che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal candidato a sindaco per la lista “Ripartiamo insieme” Gianfranco Mesiano, volto a far concretizzare l’annullamento dell’atto proclamazione degli eletti alla carica di sindaco e di consigliere del Comune di Mileto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile dal collegio giudicante formato da Nicola Durante (presidente ed estensore), Carlo Buonauro (consigliere) e Arturo Levato (referendario).

Mesiano aveva proposto il ricorso poiché “nei manifesti elettorali da affiggere all’interno ed all’esterno delle singole sezioni, nonché nelle schede elettorali fornite dal Ministero, il proprio nominativo non è stato riportato correttamente, risultando come ‘Gianfranco Vincenzo Mesiano’ e non come ‘Gianfranco Mesiano’” e ciò “avrebbe procurato incertezze e dubbi nel corpo elettorale su chi realmente sia il candidato della lista elettorale ‘Ripartiamo insieme’, dimostrabili vuoi dal dato delle schede bianche (41) e nulle (71), vuoi dallo scarto di soli 61 voti di preferenza rispetto al candidato a sindaco vincente, Salvatore Fortunato Giordano”.

Il Tar ha rilevato che “per giurisprudenza assolutamente prevalente e condivisibile, l’errata trascrizione del nome nei manifesti e nella lista va impugnata nel termine di trenta giorni dalla data di loro pubblicazione, senza attendere l’esito del voto, in quanto i manifesti recanti le liste dei candidati svolgono una funzione di pubblicità di non lieve momento nel procedimento elettorale rendendo pubblici i nominativi dei candidati anche ai fini della espressione del voto da parte degli elettori con la precisione voluta dalla rigorosa normativa in materia (Cons. Stato, Sez. V, 15 marzo 2001, n. 1521 e 9 giugno 2003, n. 3244; T.A.R. Calabria, Catanzaro, 7 ottobre 2002, n. 2317; contra, tuttavia: Cons. Stato, Sez. V, 4 dicembre 1981, n. 640)”.

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