“Massima professionalità e rispetto delle regole, ecco perché le estetiste devono riaprire”: la serrese Maria Staltari scrive al premier Giuseppe Conte

Il punto è la “professionalità” con cui viene svolta l’attività. La passione, l’attenzione e la scrupolosità nello svolgere un mestiere nel quale “avere cura dei particolari ed evitare qualsiasi rischio, è fondamentale”. Maria Staltari è un’estetista, anzi “un’artigiana, che crea lavoro, produce benessere e rispetta le regole”, una “professionista che, con disciplina e rigore, mette la sicurezza sopra ogni cosa”.


È ben conscia delle difficoltà del momento, della necessità di garantire la sicurezza e la salute, ma anche della delicatezza della situazione per le attività economiche che sono escluse dalla “fase 2”.
Per questo, come altre sue colleghe, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte non per esporre una sterile lamentela, ma per far capire a fondo quali sono le misure predisposte per evitare i rischi, nel rispetto di “tutte le normative igienico sanitarie”.
“Nel mio centro – precisa – l’igiene e la sicurezza sono ai massimi livelli, perché utilizziamo gli standard più evoluti, suggeriti da esperti qualificati, per esempio:

  • Appuntamenti con 1 sola persona per volta
  • Utilizzo di dispositivi di protezione usa e getta: guanti, mascherina, gel igienizzante
  • Sterilizzazione strumenti, con il protocollo di sterilizzazione dell’autoclave medicale
  • Igienizzazione delle persone e sanificazione degli ambienti
  • Raccolta differenziata materiali utilizzati”.

“Questo e altro ancora – sottolinea – mettendo sempre dinnanzi ad ogni cosa che faccio: scienza e coscienza”.
Nella lettera al premier, Staltari si sofferma sull’ultimo decreto che “implica il mettere in grave pericolo oltre 263mila addetti e 130mila imprese (nello specifico 35.000 centri di estetica e 95.000 acconciatori), induce il lavoro nero e l’abusivismo a cui le persone ricorreranno con implicazioni gravissime e rischiose per la salute pubblica”.
Ma ribadisce il voler “evitare di diventare un’abusiva”, di “lavorare in nero” ed “evadere il fisco” perché “sono un’imprenditrice che dà lavoro”. “Sono una donna – puntualizza – che ha avviato un’attività artigianale nonostante mille difficoltà. Sono un’estetista professionista, attenta e scrupolosa, che vuole lavorare per garantire il mio contributo al paese”.
Da qui un invito che è anche una richiesta a Conte: “venga nel mio centro” per “toccare con mano la qualità di quanto le ho spiegato”, per vedere con i suoi occhi il livello di sicurezza che attuiamo”. “Sono certa – insiste – che comprenderà che le estetiste sono, tra le categorie, quella più rispettosa delle normative igienico-sanitarie, la categoria che vuole aiutare il paese ad iniziare la fase 2 da lei indicata, per far ripartire subito, adesso, la nostra amata Italia.
L’aspetto oggi stesso – conclude – perché tengo in estrema considerazione il suo giudizio e la sua valutazione in merito a quanto ho scritto e dichiarato”.

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