Mascaro col coltello tra i denti: “Il ricorso contro l’annullamento dello scioglimento è un attacco alla comunità di Lamezia”

"Calpestate le più elementari regole di legalità e democrazia"

Paolo Mascaro

E’ stata presentato al Consiglio di Stato, da parte dell’Avvocatura generale dello Stato, un ricorso avverso la decisione di annullare lo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme disposto nel gennaio di due anni fa per i presunti condizionamenti esercitati dalle cosche della ‘ndrangheta sulle attività dell’ente.

Ad informare i cittadini è stato, con un post pubblicato su Facebook, lo stesso sindaco Paolo Mascaro, insediatosi poco più di tre settimane fa grazie al verdetto favorevole emesso dai magistrati del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. “Incomprensibile attacco, pur sotto forme astrattamente legittime, ad una intera comunità”. Una scelta che è stata definita con parole nette dal capo della Giunta municipale, il quale ha rivelato: “Ho trascorso una notte insonne, fortemente preoccupato per le sorti della mia comunità già tanto e tanto ingiustamente vessata. Ho letto e riletto l’atto di appello attraverso il quale si vorrebbe annullare il mandato democraticamente conferitomi dai cittadini. Vi è la definitiva consacrazione che 5 mesi di studio approfondito da parte della Commissione di accesso hanno acclarato che nessun atto, neanche il più banale, fosse caratterizzato da illegittimità e men che meno da condizionamenti ed infiltrazioni”. “Nessuno ha più avuto l’ardire di sostenere l’insostenibile – tuona il Primo Cittadino – e sono state definitivamente abbandonate tesi pseudo-giuridiche prive di qualsivoglia fondamento così come è stato definitivamente abbandonato qualsiasi accenno al legittimo e corretto svolgimento della mia attività professionale”. “Nonostante l’inesistenza di contestazione su qualsivoglia atto, si chiede incredibilmente – afferma caustico Mascaro – l’emissione di un provvedimento immediato da emettere senza che vi sia addirittura la possibilità da parte mia di difendermi. È evidente che si tratta di un attacco alla comunità e alle più elementari regole di legalità e democrazia. Non accetterò che, in una Italia nella quale moltitudine di Comuni sono quotidianamente afflitti da corruttela e malaffare, venga a essere penalizzata, senza motivo alcuno, una comunità per la quale è oggi definitivamente acclarata dal medesimo ministero dell’Interno la piena legittimità dell’agire amministrativo. Non lo accetterò mai. Difendiamo Lamezia, difendiamo la democrazia”.

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