Mariagrazia Arena vicesindaco di Reggio Calabria: la nomina che archivia l’epoca delle comparse scadenti

Stamattina è calato definitivamente il sipario, con la prepotente verità degli atti e dei fatti, sulla stagione degli avvocaticchi sconosciuti nei tribunali se non come giullari dagli studi chiusi sei giorni su sette, dei militi ignoti, dei curriculum gonfiati grazie alle grazie del loro degno caporale, dei repartisti di supermercato, dei fancazzisti in servizio permanente effettivo inventati dal vuoto di ruoli e incarichi lautamente finanziati con denaro esclusivamente pubblico, dei Fantozzi da call center e dei fotocopiatori di professione.

La decisione assunta dal neo sindaco di Reggio Calabria di assegnare la carica di vicesindaco a Mariagrazia Arena non è confinabile nello stretto alveo delle opzioni politiche: è un messaggio che, da qualunque prospettiva lo si interpreti, ribalta la narrazione, tumula il fango amministrativo accumulatosi in dodici anni e restituisce piena dignitas istituzionale all’Esecutivo di Palazzo San Giorgio.

A colpire, prima di qualsiasi considerazione, è la capacità finora dimostrata dal Primo Cittadino di avere chiarissima in mente quale sia la strada corretta per far risalire dall’abisso Reggio Calabria. E, soprattutto, la sicurezza con cui affronta il sempre insidioso guado che conduce dalle chiacchiere all’azione. «Donna di sostanza e competenza», aveva assicurato ventiquattro ore prima Cannizzaro, e da quel momento in città era esplosa la fiera, mai inaugurata, dei nomi. Perché la città, sia essa l’opinione pubblica o siano essi gli addetti ai lavori, non si è ancora abituata al metodo Cannizzaro: un metodo semplice che non concede spazio al gossip politicante né punti di riferimento per indovinare le mosse ritenute più utili alla causa.

Volere accanto a sé, nella guerra dichiarata alla mediocrità che ha contraddistinto, a suo giudizio, larga parte dei comprimari dei due mandati precedenti, un magistrato che per dieci anni è stato al vertice del Tribunale di Reggio Calabria è la prova più evidente di quanto Cannizzaro pretenda che il senso delle istituzioni sia profondamente radicato in ciascuno dei protagonisti chiamati a rianimare lo spirito della comunità.

A ciò si aggiunga che, come tutti i leader autenticamente tali, il sindaco non ama circondarsi di figure marginali, ma di personalità di chiara fama in grado di accrescere il prestigio e la reputazione della compagine di governo.

Mariagrazia Arena è un’autorità indiscussa che, con polso fermo e devozione allo Stato, ha guidato per un lungo periodo un transatlantico come il Tribunale reggino, garantendone solidità e continuità. Ed è con queste premesse che il Primo Cittadino, guidato da una visione precisa, ha voluto al suo fianco una donna che dell’intransigenza morale e della disciplinata serietà imposta dall’essere servitrice dello Stato ha fatto i tratti distintivi della propria prestigiosa carriera.


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