Marcianò bacchetta i “Falco boys”: “Studiate gli effetti sulla TARI del nuovo Decreto Rifiuti, la vostra impreparazione è pagata dai cittadini”

"La recita preelettorale è finita"

“L’Amministrazione comunale, dopo le variegate promesse da marinaio incallito di Falcomatà in campagna elettorale, ha comunicato ai reggini – è afferma, incredula, la professoressa Angela Marcianò – che presto l’emergenza rifiuti sarà sotto controllo! Semplificando la narrazione dell’eterodiretto assessore delegato dovremo continuare per i prossimi (5?) anni a convivere con l’emergenza rifiuti considerandola una ‘normalità’!
Ma ancora più imbarazzante è la circostanza che nulla è stato detto sui costi di questo ‘normale’ sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed ancor meno è stato chiarito quanto incideranno sull’ammontare della TARI che i cittadini devono pagare per un dis-servizio inefficiente”.


“L’acconto calcolato sulla tariffa del 2019 è stato già richiesto agli utenti nella misura dell’80% (!!!), ma quale sarà – si chiede la già candidata a sindaco – il ‘regalo’ di Natale (conguaglio) che il Comune farà trovare sotto l’albero ai reggini?
Il decreto legislativo che attua le norme europee sull’«economia circolare» (Decreto legislativo 116/2020 entrato in vigore il 26 settembre 2020) apporta modifiche al Testo Unico Ambientale (TUA) destinate a incidere significativamente sul meccanismo di applicazione della tassa sui rifiuti urbani (TARI) per le utenze non domestiche. A regime, queste ultime, in presenza di determinate condizioni, potrebbero essere non più costrette a sostenere contestualmente il doppio costo per lo smaltimento in proprio dei rifiuti e di una tassa comunale su un servizio non ricevuto. Perdipiù sono previste esenzioni per le imprese nelle ipotesi di smaltimento in proprio. Si stravolge dunque completamente la tariffa rifiuti, eliminando la possibilità per i Comuni di disporre l’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani.
In altri termini, ciò comporterà la detassazione di tutte le attività produttive, e siccome è facile immaginare che i costi complessivi del servizio non varieranno di molto, si prospetta nel 2021 per tutte le altre categorie, a partire dalle utenze domestiche, un incremento della tariffa rifiuti!
Sarà una vera ‘sorpresa’ in considerazione del fatto che, essendo i costi del dis-servizio notevolmente lievitati ( per esempio trasporto e smaltimento dei rifiuti e delle ecoballe in Puglia) a causa della emergenza ‘normale’, il Comune nel definire la TARI per il 2020 ne dovrà tenerne conto!
Cosa faranno il Sindaco e la sua Giunta? Confermeranno le tariffe approvate per il 2019, possibilità prevista dalla normativa vigente o, come prevedibile, ne determineranno l’ammontare sulla base del Piano Economico Finanziario rifiuti 2020, il primo dell’era Arera ( Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) da approvare entro il 31 dicembre e validato/approvato dall’ATO ( Città Metropolitana)?
E, poiché i costi, come sopra evidenziato, sono lievitati per l’emergenza ‘normale’, il conguaglio tra i costi risultanti dal PEF per il 2020 e i costi determinati per l’anno 2019 sarà finanziato con proprie risorse ( viste le ingenti risorse economiche a disposizione!) o inserito nel PEF 2021 e in quello dei due anni successivi?
È una decisione che ben si comprende ha una diretta ricaduta negativa sulle casse comunali ed è idonea a produrre una conseguente impennata delle tariffe sulle utenze domestiche che potrebbero comportare per i reggini un aumento di oltre il 50%! Perciò, prego i nostri amministratori : studiate almeno le normative, aggiornatevi sulle novità, legislative e non, che riguardano materie così importanti per la collettività”. “La recita pre-elettorale è finita, rispettiamo l’esito delle urne, ma vi esortiamo a impegnarvi in modo serio – sollecita in conclusione la giuslavorista dell’Università di Messina – perché non possiamo consentirvi di compromettere ulteriormente il destino di un’intera città”.

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