“Mancano alcune fermate dell’autobus, i bambini restano a piedi”: la denuncia di una cittadina di Fabrizia

“Da circa una settimana ho fatto regolare richiesta affinché lo scuolabus oltre alle fermate che normalmente fa possa aggiungerne un’altra in una via dove ci sono mio nipote e altri bambini. Ma l’Amministrazione comunale, dopo una settimana di temporeggiamenti, solo oggi si è accorta di non avere un regolamento apposito per lo scuolabus”. A sollevare la questione è Antonella Benvenuto, cittadina di Fabrizia, che ha provveduto ad inviare una missiva al sindaco Francesco Fazio, al comandante della locale Stazione Carabinieri e, per conoscenza, al preside dell’Istituto comprensivo.
“Il trasporto scolastico – si legge nella lettera – è un requisito fondamentale per la fruizione del diritto allo studio. Nello specifico la Costituzione precisa che siano i Comuni ad occuparsi dell’istruzione della scuola dell’obbligo e nel quadro dell’organizzazione e della gestione dell’istruzione scolastica anche il trasporto deve essere assicurato da tali Enti. È sempre tale Ente che decide i punti di salita e di discesa dallo scuolabus in modo da ridurre al minimo i pericoli per i bambini. Per la scuola dell’obbligo bisogna valutare in particolare che: 1. Non si possono obbligare i genitori a dotarsi di un’autovettura; 2. La politica attuale è quella di favorire il trasporto pubblico collettivo; 3. Non si possono mandare i bambini da soli per ovvie ragioni di sicurezza; 4. Le distanze dall’abitazione alla scuola spesso superano i tempi di percorrenza massimi stabiliti dal decreto ministeriale. Premesso ciò, entrando nello specifico, nonostante il bollettino regolarmente pagato e nonostante le rassicurazioni avute dal sindaco, dal tecnico comunale, dagli assessori e dai consiglieri comunali lo scuolabus nella giornata di oggi non è passato da via Sandro Pertini, dove oltre a mio nipote altri due bambini sono rimasti appiedati”.
Criticato il sistema di decisione delle fermate, Antonella Benvenuto chiede di “ripristinare un servizio necessario come quello dello scuolabus comunale, magari regolamentandolo a dovere e imponendo all’autista il percorso da fare, senza danneggiare nessuno”.

Contenuti correlati

Commenta per primo

Lascia un commento