Maltrattamenti e stalking, il Giudice dell’udienza preliminare dispone la scarcerazione di Carmelo Genovese

L'indagato si trova ora sottoposto al regime della detenzione domiciliare

Il Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Reggio Calabria, in accoglimento dell’istanza difensiva presentata all’avvocato Marco Tullio Martino (e dalla dottoressa Elisa Marcianò, collaboratrice di studio), ha disposto la scarcerazione di Carmelo Genovese disponendo la sostituzione della misura custodiale del carcere con quella degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

L’istanza si basava su una serie di elementi di novità che dimostravano incontrovertibilmente come le esigenze cautelari potessero essere tutelate anche con la misura più gradata degli arresti domiciliari. In particolare, il difensore ha prodotto la sentenza di separazione tra l’imputato e la moglie, “capace di attenuare il pericolo di recidivanza in ragione della cessata coabitazione tra i due soggetti”, nonché copiosa documentazione medica “attestante un affievolimento delle esigenze stesse in ragione delle condizioni cliniche denotanti una minorata capacità fisica”. Carmelo Genovese, di recente, era stato al centro di gravi fatti di cronaca perché vittima di un presunto accoltellamento ad opera del suocero e di due cognati, arrestati poi in flagranza di reato con l’accusa di tentato omicidio quando ancora si trovavano nel cortile all’interno della abitazione dello stesso. Quel fatto delittuoso, tutt’oggi al vaglio dell’autorità giudiziaria, sarebbe stato per gli inquirenti una vendetta personale eseguita perpresunti episodi di maltrattamenti realizzati ad opera dello stesso Genovese nei confronti della ex moglie, parente proprio dei tre soggetti arrestati con l’accusa di tentato omicidio

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