Lsu/Lpu e precariato, la Regione pronta alla stabilizzazione servendosi della Legge voluta da Nazzareno Salerno

Un momento dell’incontro fra sindacati e dirigenti presso la Cittadella regionale

Su espressa delega del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, il dirigente generale del Dipartimento Lavoro Fortunato Varone, assistito dal dirigente del Settore Roberto Cosentino e dal Rup Pasquale Capicotto, ha aperto la discussione sul processo di stabilizzazione degli Lsu/Lpu e delle altre forme di precariato storicizzato. Presenti all’incontro per le organizzazioni sindacali regionali autonome Benedetto Di Iacovo per Diccap-Confial, Aurelio Monte e Antonio Jiritano per l’Usb e Gianluca Persico per la Cisal.
Dal confronto è emersa “la comune volontà di sostenere il percorso di stabilizzazione in atto, avviato ai sensi della Legge regionale n. 1/2014 su cui nella delibera di Giunta regionale n. 16 del 29/01/2018 sono stati previsti appositi tavoli tematici per ogni singolo bacino ivi compreso quello relativo alla Legge regionale n. 12/2014 di interpretazione autentica della richiamata Legge regionale n. 1/2014”. Quest’ultima, denominata “Indirizzi volti a favorire il superamento del precariato di cui al D.L. 31 agosto 2013, n. 101 convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125”, fu voluta ed elaborata dall’allora assessore regionale Nazzareno Salerno.
“Si va in direzione – spiegano i sindacati – di una legge regionale, che la Regione Calabria ha già approntato, attualmente al vaglio del Dipartimento della Funzione Pubblica, che prevede processi di stabilizzazione diretta presso gli Enti utilizzatori, nonchè un processo di fuoriuscita volontaria per i lavoratori ultrasessantenni che rinunciano a proseguire nelle attività socialmente utili e di pubblica utilità che decidono di fuoriuscire dal bacino storico regionale ai quali verrà concesso un contributo ponderato rispetto all’età anagrafica. Altro aspetto importante è dato dalla possibilità di procedere alla mobilità territoriale, per garantire la copertura assunzionale a tutti gli enti locali della Regione Calabria. La stabilizzazione, per come autorizzato dalla Coel, potrà essere fatta anche dai Comuni in dissesto, predissesto o in riequilibrio finanziario”. Per favorire il processo di stabilizzazione, su proposta delle organizzazioni sindacali presenti sarà attivata “una specifica task-force che vedrà il coinvolgimento dell’Anci, delle organizzazioni sindacali e degli uffici della regione al fine di accompagnare i sindaci verso un governo e corretto processo di stabilizzazione, tale da realizzare l’effettiva stabilizzazione di tutti gli ex lavoratori Lsu/Lpu”.
Altro argomento affrontato è stato quello riguardante i percettori di ammortizzatori sociali in deroga, circa 5.000 soggetti che hanno già visto scadere il vecchio progetto di utilizzo presso gli Enti, per i quali la Regione Calabria sta predisponendo un nuovo bando che impegnerà circa 30 milioni di euro e questa volta avrà la durata di un anno, anziché sei mesi. Al nuovo bando potranno partecipare anche quei percettori che hanno già visto scadere il precedente rapporto con gli Enti, nonché i percettori che hanno visto scadere i benefici del sostegno al reddito nell’anno 2015.
Il confronto si è spostato poi ad analizzare lo stato del programma di stabilizzazione degli altri bacini di cui alle Leggi regionali n. 15/2008, 28/2008 e 8/2010 ricomprese nella citata Legge regionale n. 1/2014.
La riunione si è svolta in un clima di reciproco rispetto, ascolto e collaborazione, nel merito le organizzazioni sindacali hanno espresso la propria “soddisfazione in relazione all’accoglimento delle proposte avanzate a questo primo tavolo, nonché alle risposte ricevute da parte del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria”.

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