Lsu-Lpu, associazionismo e parto domestico al centro dei lavori della III Commissione

La terza Commissione consiliare, ‘Sanità, attività sociali, culturali e formative, presieduta dal consigliere Michele Mirabello, ha approvato nel corso della seduta odierna due progetti di legge: il primo, riguardante l’utilizzo dei lavoratori Lpu-Lsu (iniziativa del consigliere Sebi Romeo), e il secondo, misure per la valorizzazione dell’associazionismo di promozione sociale (di iniziativa dei consiglieri Greco, D’Acri, D’Agostino, e Sergio).
La proposta di legge ‘Romeo’, votata all’unanimità, consente il passaggio di dieci lavoratori del bacino regionale Lpu-Lsu nel dipartimento della Protezione civile.
Il secondo progetto di legge, invece, consta di ventisei articoli e detta principi fondamentali per la valorizzazione dell’associazionismo di promozione sociale, caratterizzate dallo svolgimento continuativo di attività di utilità e ritorno sociale indirizzati a favore di associati o di terzi, senza alcuna finalità lucrativa e “nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati”.
La legge, inoltre, rimarca come “l’iscrizione nei registri è condizione necessaria per stipulare qualsivoglia convenzione nell’interazione con enti pubblici e per usufruire dei benefici previsti dalla legge 383/2000 e dalle leggi regionali e provinciali all’uopo adottate”.
La Regione Calabria, adeguandosi correntemente alle leggi sul volontariato (n. 266. 11 agosto 1981), possiede un registro del volontariato, ma contrariamente ad altre Regioni non ha ancora provveduto all’adozione di una normativa attuativa della Legge n. 383/2000.
“La proposta di legge approvata oggi – ha commentato il presidente Mirabello a conclusione dei lavori – risponde, dunque, all’esigenza di colmare questa lacuna normativa”.
Tra l’altro, la legge approvata oggi disciplina la finalità e l’oggetto della presente legge riconoscendo il valore delle associazioni di promozione sociale quale espressione dei principi di partecipazione, solidarietà e pluralismo; definisce una definizione puntuale delle associazioni di promozione sociale e i criteri per definire l’atto costitutivo e lo statuto delle associazioni; prevede l’istituzione del registro regionale delle associazioni di promozione sociale; istituisce l’Osservatorio regionale dell’associazionismo di promozione sociale, ne illustra il funzionamento e le attribuzioni; prevede la possibilità per la Regione, gli Enti locali e gli altri enti pubblici di stipulare convenzioni con le associazioni iscritte nei registri e disciplina l’obbligo per le associazioni che godono dei contributi pubblici di presentare un rendiconto all’ente concedente il suddetto contributo.
Nel corso della seduta, inoltre, è stata incardinata una proposta di legge a firma del presidente Mirabello e sottoscritta dal consigliere Carlo Guccione, relatore-proponente, che introduce nuove norme per il parto a domicilio.
“La presente proposta di legge – spiegano i proponenti nella relazione – ha come prioritario obiettivo quello di riconoscere normativamente la piena libertà di scelta su come partorire in Calabria.Il parto viene sempre più “ospedalizzato” e “medicalizzato” pur essendo un evento assolutamente naturale come, d’altro canto, evidenziato dalla naturale consuetudine delle nostre nonne. Non vi è dubbio che l’ospedalizzazione si sia resa indispensabile in una fase della storia di estensione in Italia del sistema sanitario pubblico e che abbia avuto a cuore la salute delle donne e dei nascituri. Oggi, proprio alla luce delle innovate conoscenze e della più diffusa consapevolezza dell’importanza della gravidanza e del momento del parto relativamente a tutti i potenziali rischi ma anche ai vantaggi di un parto naturale, è giusto che la Regione Calabria si doti di una nuova legge, un riconoscimento normativo e sociale al parto a domicilio, inserendo l’assistenza domiciliare nell’offerta del Servizio Sanitario Regionale e prevedendo un rimborso economico per chi ricorre all’assistenza di libero-professionisti”.
Durante la seduta sono stati auditi i rappresentanti dei medici di medicina legale delle aziende sanitarie, la dottoressa Paola Serranò, dell’Asp di Reggio Calabria sulle cure palliative e la terapia del dolore, i rappresentanti delle aziende di pompe funebri in Calabria, e i dirigenti del dipartimento Salute della giunta regionale, Antonio Gallucci e Domenica Magnoli.
Hanno contribuito ai lavori della Commissione i consiglieri Battaglia, Greco, Cannizzaro e Guccione. La Giunta regionale era rappresentata dal dottore Franco Pacenza.

fd

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