L’Ordine Costantiniano celebra Giuseppe Pellicano Spina: la rivisitazione della storia borbonica

Su iniziativa dell’associazione “Due Sicilie”, in collaborazione con la Delegazione Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, si è tenuto a Gioiosa Jonica, presso la Sala ex “Casina dei Nobili” della storica pasticceria – gelateria “Bar Italia”, un incontro culturale avente per tema la figura di Giuseppe Pellicano Spina, legittimista calabrese, e la sua corrispondenza epistolare con Francesco II di Borbone.
L’incontro, moderato da Pasquale Zavaglia, segretario dell’associazione “Due Sicilie” è stato aperto dal commendatore Aurelio Badolati, delegato vicario per la Calabria dell’Ordine Costantiniano, il quale ha sottolineato l’importanza di affrontare argomenti, come la storia del Regno delle Due Sicilie, che ancora oggi risultano “annebbiati” da “una storiografia che è palesemente di parte”. Vi è stato poi l’intervento di Mariolina Spadaro, presidente dell’associazione “Due Sicilie” e docente presso l’Università Federico II di Napoli, che ha introdotto il tema dell’incontro evidenziando come nel 1860, quando Garibaldi sbarcava a Marsala e i piemontesi invadevano le Due Sicilie, esisteva nel Meridione uno Stato legittimo con un suo legittimo sovrano, Francesco II, e non c’era alcuna intenzione da parte delle popolazioni di rovesciare questo Sovrano per unirsi al Piemonte.
È in questo contesto che va inquadrata la figura di Giuseppe Pellicano Spina, delineata attraverso la pregevole e documentata relazione redatta da Vincenzo Naymo dell’Università di Messina, che è stata letta da Mariolina Spadaro, stante l’assenza dell’autore per sindrome influenzale. Giuseppe Pellicano Spina, nato a Gioiosa nel 1816 ed ivi deceduto nel 1901, fu guardia del corpo a cavallo di Re Ferdinando II e poi di Re Francesco II, dal 1851 fino al 1860, quando la Compagnia delle Reali Guardie del Corpo fu sciolta. Esempio di coerenza e di fedeltà ai propri ideali, nel settembre del 1860 seguì Francesco II a Gaeta, dove il sovrano sostenne l’estrema difesa del Regno delle Due Sicilie contro l’invasione piemontese. Pellicano Spina rientrò in Calabria nel successivo mese di ottobre e, contando sull’appoggio in loco della famiglia Ajossa (il casato del celebre Ministro di Polizia di Francesco II), organizzò un’insurrezione a Cinquefrondi, Maropati e Giffone, al fine di impedire lo svolgimento del plebiscito di annessione. Successivamente, mantenne una corrispondenza epistolare con Francesco II ormai in esilio.
All’incontro ha partecipato un pubblico numeroso e attento, giunto dalle diverse province della Calabria; vi è stata anche la presenza del sindaco di Mongiana, Bruno Iorfida, del sindaco di Ardore, Giuseppe Grenci, e del presidente della Consulta delle associazioni di Gioiosa Jonica, Vincenzo Logozzo.
Alla fine del convegno, ricorrendone il 123° anniversario della morte, nella vicina chiesa dell’Addolorata ha avuto luogo la Santa Messa in suffragio di S.M. Francesco II di Borbone e dei Caduti del Regno delle Due Sicilie, presieduta da don Nicola Commisso Meleca, cavaliere di Grazia ecclesiastico dell’Ordine Costantiniano.

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