Litigano per il posto in bagno sul treno ed imprecano: fermate due donne

Due cittadine italiane, rispettivamente di 36 e 57 anni, entrambe residenti nella provincia di Catania, sono state denunciate, nella notte tra sabato e domenica, per interruzione di pubblico servizio.

I fatti. Tutto ha avuto inizio intorno alle ore 20 di sabato, quando, a bordo di un treno regionale che stava viaggiando lungo la tratta Melito Porto Salvo – Paola, due donne hanno dato in escandescenze, spaventando gli altri viaggiatori, fra cui molti bambini. La più giovane, in precario equilibrio dovuto allo stato di ebbrezza, avendo necessità di andare in bagno, spazientita per l’attesa, ha iniziato a battere i pugni contro la porta e ad imprecare senza ritegno. Dall’interno del bagno, in maniera altrettanto alterata, sono giunte le spiegazioni di un’altra donna, che vi si era barricata per sottrarsi al controllo del capotreno, non essendo munita di idoneo titolo di viaggio. Resosi conto della situazione, il capotreno ha richiesto l’intervento della Polizia Ferroviaria. Allertate dalla Centrale Operativa Compartimentale due pattuglie della Sezione di Villa San Giovanni, poco dopo, sono salite a bordo del treno, bloccato nella Stazione di Bagnara Calabra.
Con pazienza, atteso che le due donne non erano propense a collaborare, rifiutando di esibire il documento di identità ovvero fornendo false generalità, anche per evitare ulteriori disagi ai numerosi viaggiatori, i poliziotti sono riusciti a farle scendere dal treno, che aveva accumulato circa un’ora di ritardo.
Sottoposte a controllo sanitario presso la Stazione di Bagnara Calabra da un medico giunto a bordo di ambulanza, le due donne sono state quindi accompagnate negli uffici della Sezione di Villa San Giovanni per gli accertamenti di rito. La 57enne che ha continuato a tenere un comportamento ostile nei confronti degli operanti, cercando di darsi alla fuga, per poi sdraiarsi per terra ed aggrapparsi ai piedi delle scrivanie, è stata denunciata anche per resistenza a pubblico ufficiale e false dichiarazioni sulla identità personale.

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